Non è facile tifare VeneziaMestre

17.04.2021 17:15 di Manuel Listuzzi   Vedi letture
Non è facile tifare VeneziaMestre

Ve lo dico subito, commenterò un pareggio; perché tutto ciò che è successo dopo il 93° è qualcosa che poco ha a che fare con il calcio che mi piace credere.

Subiamo l’ennesimo gol a tempo scaduto, futile tenere il conto di ciò che avrebbe potuto essere ed invece non è. Porto però a casa un altro sabato da ricordare, un altro VeneziaMestre che inorgoglisce per l’anima che ci mette nel terreno di gioco, per l’emozione che ci fa vivere, per il sogno in cui ci fa sperare. La Salernitana dimostra come non sia il fato a relegarla tra le ultime pretendenti al salto di categoria, reagendo alla grande allo svantaggio e chiudendo gli arancioneroverdi nella propria trequarti per lunghissimi sessanta minuti. L’Unione si trasforma, cercando di mutarsi in una squadra capace di gestire, di soffrire, lo fa senza patire per larghi tratti, ma alla fine capitola in ciò che sembrava un salomonico 1-1. Ma mettersi nei panni di Zanetti in questo momento è compito arduo per i più ottimisti dei tifosi veneziani. Cosa dire ad un gruppo che ancora una volta vede sfumare vittoria e punti pesanti nei minuti di recupero? Si può discutere delle scelte, di cambi che non hanno portato a ciò che si sperava, ma alla fine è l’episodio a sancire il pareggio, l’arbitro a regalare tre punti d’oro ad una squadra che probabilmente non li avrebbe meritati. Un rigore dubbio su Crngoj, un fuorigioco inesistente di Johnsen lanciato a rete, un abbaglio clamoroso nella rete della vittoria. Il VeneziaMestre non è riuscito a gestire pallone e ritmi, specialmente nella ripresa, quando i campani hanno aumentato i giri ed ottenuto da Djuric quella boa di cui necessitavano vitalmente in area avversaria. Ma alla fine dei conti, gli episodi hanno ancora una volta girato contro ai ragazzi di Zanetti, che ora dovranno dimostrare a loro stessi, prima che al popolo unionista, di riuscire a reagire ad una batosta che farebbe barcollare il più tosto dei pugili.

E’ vero, abbiamo sofferto. Il palleggio è stato precario, la manovra macchinosa, ed i disimpegni complicati. Abbiamo faticato nel proporre il nostro gioco dopo il vantaggio, la marea granata è aumentata di intensità autenticando le ambizioni di una compagine che questo pomeriggio è apparsa convinta dei propri mezzi. Ma non ci hanno schiacciato, al netto degli ottimi interventi di un Maenpaa sublime e magistrale nel concedere sicurezza alla retroguardia, i campani hanno premuto arginando i contropiedi troppo cervellotici degli arancioneroverdi, lanciati troppo spesso verso inconcludenti trame offensive. Il centrocampo lagunare ha ansimato nel proporre calcio, la lotta è stata intensa, ma raramente ficcante. La retroguardia ha lavorato bene ma ha palesato limiti quando costretta alla pura e semplice salvezza. I cambi del mister, alla ricerca di un possesso palla sempre più discontinuo, non hanno portato ai risultati sperati, con Aramu ed Esposito mai entrati nel vivo del match. Gli esterni invece hanno dimostrato di valere le ambizioni, attraverso le ottime performance di Ricci e di Mazzocchi apparso in grande ripresa. Il bomber Forte mette minuti e poco altro nella gambe, intelligente nel far salire la squadra, ma incapace di guadagnare falli e minuti essenziali per portare a casa il successo.

Davanti agli occhi di Niederauer si estende tutto il bello ed il brutto di questa categoria. Un match tra due grandissime squadre che sanno affrontarsi con concentrazione e rispetto, ma che alla fine viene deciso da un arbitro che spegne le velleità di una intera città, che in pochi atteggiamenti, in sparute situazioni, lascia chiaramente intravedere l’inadeguatezza a gestire partite di tale importanza.

Reagire a batoste simili, trovare le forze lunedì in allenamento per raccontare ai ragazzi come questa sia la strada giusta, come queste siano le sfide che fanno crescere, sarà la chiave per provare ad arrivare fino in fondo.

Squilla il telefono, arrivano i messaggi dei “tifosi” arancioneri esultanti in seguito alla nostra sconfitta. Ma sai che c’è? Persino dopo un pomeriggio così complicato e doloroso, resto fiero e felice di potermi definire un totale e convinto Unionista!

Avanti Unione mia, rialziamoci e facciamo vedere a tutti cosa significa vivere di VeneziaMestre!!!