Cheryshev: "Volevo una squadra che credesse in me, mi mancavano certe emozioni"

06.10.2022 16:58 di Davide Turco   vedi letture
Cheryshev: "Volevo una squadra che credesse in me, mi mancavano certe emozioni"

Se Cagliari è considerata da tutti la partita della svolta nella stagione del Venezia, Cherishev è sicuramente l’uomo della provvidenza. Entra al 60esimo e in sei minuti mette in discesa la partita (e forse la stagione) per ritrovare la vittoria dopo troppo tempo senza un sorriso.

Ed è proprio da quei sei minuti di ordinaria follia che parte l’intervista che il giocatore russo ha rilasciato nell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:

Un pomeriggio da favola a Cagliari?

«Stupendo, mi mancavano quelle emozioni, felice per la doppietta, ma soprattutto per aver contribuito al successo del Venezia. Con Spal e Pisa avevamo giocato bene, ma raccolto solo un punto, serviva una vittoria»

Come mai ancora senza squadra a fine agosto?

«Nella passata stagione non ho giocato molto con il Valencia, a giugno è scaduto il contratto. Volevo una squadra che credesse in me. Il Venezia ha tanti giovani, mi piace mettere la mia esperienza al loro servizio».

Russo con passaporto spagnolo?

«Sono arrivato in Spagna a 5 anni, non mi sono più mosso, prima seguendo mio papà Dmitri quando è andato allo Sporting Gijon, ora fa l’allenatore»

Che idea aveva del calcio italiano?

«Molto tattico, molto fisico, ho parlato spesso con Miranchuk, mio compagno in nazionale, ma ho sperimentato anche di persona, l’ultima volta contro l’Atalanta in Champions League»

Mourinho e Ancelotti, Capello in nazionale: tanti allenatori famosi.

«Anche qui sono stato fortunato. Mourinho mi ha lanciato, Ancelotti è una persona straordinaria, Capello ha avuto molte attenzioni con me, convocandomi e facendomi esordire».

Come va con Javorcic?

«Bene fin dal primo giorno, ha idee precise, molto chiare, ho subito sentito grande fiducia».

Che ricordi ha del Mondiale di quattro anni fa?

«Ogni ragazzo sogna di indossare la maglia della nazionale. Io ho avuto anche l’occasione di disputare un Mondiale in casa, realizzando 4 reti. Avevamo un popolo intero che ci spingeva, siamo arrivati a un... rigore dalla semifinale, il mio gol del’1-0 con la Croazia è stato uno dei più spettacolari in carriera. Una piccola rivincita avendo saltato 2 anni prima l’Europeo in Francia per infortunio».

Quanto manca la nazionale?

«Tantissimo, ma noi calciatori possiamo solo aspettare gli eventi, è un periodo complesso. La Russia è fuori dalle competizioni internazionali».