Il VeneziaMestre strappa il pari nel derby

29.01.2021 23:13 di Manuel Listuzzi   Vedi letture
Il VeneziaMestre strappa il pari nel derby

Un VeneziaMestre francamente irriconoscibile strappa un pareggio sofferto a Vicenza, nonostante una mezzora di superiorità numerica che non si riesce a capitalizzare come avremmo sperato. La crescita di una squadra passa anche da partite del genere, quando ogni singolo mette meno qualità di ciò che potrebbe e si incontra un avversario che offre una partita di spessore e carattere. C’è di  sicuro amarezza per quello che poteva essere ma non è stato, una carenza di convinzione che è costata due punti ed un frammento di autostima, che è forse la cosa peggiore.

Ma nel bicchiere mezzo vuoto di questa serata bisogna portare a casa la mutazione avvenuta nell’intervallo, quando gli arancioneroverdi sono riusciti a svoltare dopo una prima frazione deludente sotto il profilo del gioco e dell’intensità. La responsabilità che pesa sulle spalle di una squadra che cerca i playoff si fa via via più gravosa, ma è da questa zavorra che uscirà la risposta sulle capacità reali di questa rosa. Non era facile uscire imbattuti dal Menti in questo anticipo, il Vicenza ha regalato ai propri tifosi uno dei migliori primi tempi della stagione, schiacciando l’Unione nella propria metà campo e concedendo qualche pallido contropiede alla ciurma di Zanetti. I biancorossi hanno segnato un gol, fortunatamente irregolare, e sfiorato la rete in un altro paio di circostanze, palesando unna irrequietezza difensiva che Modolo e Ceccaroni avevano concesso assai raramente. Al VeneziaMestre non è riuscito praticamente nulla, con un possesso palla lento e prevedibile che troppo spesso è sfociato in lanci lunghi senza velleità di successo. Gli esterni bassi non hanno mai sfondato, inchiodati nella propria trequarti dalla pressione berica. Ed ancora una volta è Aramu a decidere, o peggio, ininfluire nella cronaca del match. Avulso ed inspiegabilmente confuso nelle giocate, il dieci lagunare inizia a diventare un fattore negativo per la fantasia unionista. A peggiorare la situazione di un evanescente attacco, la  prestazione incolore di un vogliosissimo Esposito, ma difficilmente inserito nelle dinamiche degli ospiti, al pari di un Forte che lotta ma riesce raramente ad accendere la luce.

La ripresa vede un copione completamente diverso, esasperato dal fattore chiave della sfida quando il neoentrato Di Mariano salta il portiere e regala la superiorità numerica all’Unione. Il VeneziaMestre alza di conseguenza il baricentro , ma di rado dà l’impressione di poter sfondare. Un legno, tante imprecazioni, ma il punteggio non si sblocca, inchiodando i sogni arancioneroverdi al più classico dei ”voria ma no posso”.

Mancano all’appello anche i cambi, fatto salvo per l’ottimo impatto di Checco DiMa, mentre Felicioli in diverse situazioni mostra una evidente difficoltà emotiva. Bocalon aumenta il peso, senza riuscire a trovare lo spazio giusto. Il finale di derby evoca nei ricordi arancioneroverdi gli spauracchi della gestione Dionisi, quando si dava spesso un’impressione di sterilità offensiva frustrante.

Ma resta comunque un Vicenza-VeneziaMestre, una partita complicatissima contro un avversario all’ultima spiaggia. E si esce senza ossa rotte, con la consapevolezza di essere una squadra solida, ma che necessita la qualità dei suoi giocatori migliori per sbloccare il torneo. La strada intrapresa dall’infortunio di Vacca sembra segnata, la metamorfosi non ancora completata. Se da ciò nascerà un VeneziaMestre più forte sarà tutto da scoprire.

Avanti Unione!