Lampi di vera Unione
Dal Mantova al Mantova. Pare passata soltanto qualche ora dalle due prestazioni così convincenti; eppure nel mezzo c’è stato già un mondo. Un universo fatto di ottimi fine settimana ma puntellato anche di grandi incertezze che hanno portato l’Unione, e noi tutti, a dubitare sulle reali possibilità di questi ragazzi. Ma una cosa arrivati a dicembre la possiamo dire, ovvero che questa squadra quando si diverte giocando, è un vero spettacolo. Lo spirito e l’atteggiamento con cui si scende in campo sembra essere il vero barometro del clima che aleggerà sopra gli arancioneroverdi; apparirà anche banale, ma la realtà è che solamente con tale intensità, motivazione e concentrazione si possono trovare quelle certezze che sono mancate talvolta in questa prima parte di stagione. Che fossimo una rosa pregna di talento, per questa categoria, è quasi superfluo sottolinearlo; eppure quei blackout all’interno delle gare, quella supponenza che appariva e scompariva a seconda di campo ed avversario, sembravano caratteristica endemica di mister e giocatori. Ed avremmo certamente bisogno di molteplici altre prove per poterlo definire un peccato “rimediabile”. Ma di certo questo pomeriggio abbiamo visto un VeneziaMestre quasi perfetto fin dall’avvio, trascinato dall’inerzia dell’entusiasmo post derby, quando si è deciso di mettere subito in chiaro quale fosse il tenore della sfida. Così l’assalto alla porta mantovana è apparso meno autocompiacente rispetto ad altre occasioni, dando l’impressione (e la frustrazione) all’avversario di aver poche possibilità per respirare. La rete di un Hainout sempre più concreto ha così dato il via alla giostra lagunare che già in precedenza aveva sciupato parecchio, in particolare con un Fila che proprio non sembra riuscire a togliersi di dosso la pressione della maglia, se così vogliamo dire. Ma la posizione a tutto campo di Yeboah, la novità tattica di Doumbia mietitrebbia sull’out di sinistra a scambiarsi con Bjarki ed i continui inserimenti di Busio e Kike hanno scritto una gara troppo difficile da interpretare per i virgiliani. Piace poi, e parecchio, la gestione del gruppo di Stroppa che sembra tenere tutti sulle corde; in particolare Adorante che dopo le due panchine consecutive sembra aver ritrovato la fame della stagione passata, coronata da una meravigliosa segnatura; ma anche l’ingresso di Sagrado si è fatto apprezzare per voglia e quei cross che s’erano visti di rado fino ad ora. Bene la difesa, mai impensierita dalle ripartenze biancorosse, nonostante l’unica nota negativa segnata dal nuovo stop di Sverko. Insomma, la strada sembra disegnata per gli arancioneroverdi, una squadra che quando si accende come quest’oggi appare ingiocabile. Ma non c’è da montarsi troppo la testa, la costruzione di quella mentalità dominante che inizia a farci sognare è ancora in divenire; ciò che tuttavia appare lampante, è che questa Unione vista contro il Mantova può veramente ingranare la marcia giusta per riprendersi i primi due posti della classifica. Soprattutto quando non si molla nemmeno sul 3-0 e tutti gli interpreti appaiono in piena sintonia e con lo stesso nostro obiettivo. La vittoria.
Avanti Unione!


