Ecco a voi la nuova puntata de “Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner “, buon divertimento!

06.04.2021 14:58 di Manuel Listuzzi   Vedi letture
Ecco a voi la nuova puntata de “Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner “, buon divertimento!

SPAL - VENEZIAMESTRE 1-1

SE DEL PERDONO NON SARAI DEGNO, TUTTA LA VITA SARAI UN LEGNO.

Uno dei motivetti più ricorrenti con cui i soloni del calcio moderno hanno negli anni letteralmente fatto a pezzi il più bel gioco del mondo, è il tenace desiderio di “riportare le famiglie allo stadio”. Ora, non me ne voglia nessuno ma fin dai tempi antichi, ben più antichi di Rita Pavone e la sua “partita di pallone”, il calcio e le famiglie sono stati nemici giurati, motivi di innumerevoli scontri e litigi. Insomma, come se qualcuno si prefiggesse come obiettivo quello di portare il poliamorismo nei matrimoni. Follia, aberrazione pura, ma nel nome del business fin dai tempi del messianismo stragista di Cortez (non il ballerino) ed i suoi conquistadores, tutto è permesso. Visto che i tempi sono quelli che sono e allo stadio proprio non si può andare, sarebbe stato pertanto apprezzato il tentativo di piazzare agilmente almeno uno di questi benedetti familiari davanti alla televisione senza il rischio di subire un linciaggio. Ora, per il 90% delle famiglie, le 19 sono un orario assolutamente impensabile per qualsiasi tipo di attività. L’amore per l’Unione può tutto, ma una sincera pernacchia a tutti i responsabili di questo odioso calcio spezzatino lasciatecela fare prima di chiudere questa interminabile digressione pre cronaca. Prooooooot!

Tornando a quello che è poi il motivo per cui ci troviamo a scrivere, dopo la batosta di venerdì i nostri si trovavano di fronte ad un altro avversario assai complicato, dal nome più adatto ad un convento che ad una squadra di calcio, la gloriosa SPAL di Ferrara. Fin dalla lettura delle formazioni, saltava all’occhio l’esordio dal primo minuto del finlandese Mӓempӓӓ. Finlandesi che, come tutti sanno, hanno dei denti bianchissimi, se siano anche buoni portieri questo tutt’ora non è dato saperlo, visto che di tiri in porta i ferraresi, a parte il gol, non hanno proprio provato a farne. Una scelta tutto sommato quasi obbligata per Mister Zanetti visto che nelle ultime partite il buon Pomini aveva dismesso i panni di Superman per vestire quelli dello storico magazziniere Pinton. Altra gradita novità il ritorno di Forte negli undici, dopo i problemi fisici che lo avevano azzoppato. Per quanto riguarda la Spal, tutti gli uomini più forti o comunque più noti venivano relegati dal neo allenatore Rastelli in panchina, fatti salvo purtroppo per noi Berisha e il figlio d’arte Di Francesco. Il primo tempo era per una quarantina di minuti di una noia aberrante. La Spal si schierava con l’atteggiamento tattico della nazionale di San Marino, tutti dietro ad aspettare, mentre i nostri si limitavano a lanci lunghi a scavalcare non si sa bene cosa. Fatto sta che le cose migliori le mostrava il tagliaboschi Crnigoj, con una serie di serpentine tamburellanti che scatenavano il panico tra la difesa estense. Quando il nulla cosmico trionfa, è chiaro che solo un episodio può cambiare il match, e puntualmente quell’episodio assumeva le dimensioni di una bricola che viaggiava a ritmo serrato verso le natiche arancioverdi. Palla persa che arrivava a Di Francesco, a cui veniva inspiegabilmente lasciato lo spazio per fare la spesa e accennare due passi di valzer prima di sparare un tiro sotto il sette della porta difesa da Denti Bianchissimi. Scelta della nostra difesa nell’occasione saggia come addentrarsi in un terreno di caccia vestiti da fagiani. L’inenarrabile sfiga che nell’ultimo biennio si è abbattuta sulla nostra comunità, tra acque alte, pestilenze, fuga di abitanti, crollo dell’economia e invasione di cefali molesti, si prendeva una pausa caffè pochi minuti dopo, quando CeccaWall saltava imperioso come un consumatore abitudinario di Olio Cuore per incornare ti testa la rete del pareggio, ponendo termine al primo tempo.

Tutto bene direte voi. Insomma, perché il secondo tempo era un po’ la replica del primo con la differenza che l’Unione aveva tre mastodontiche occasioni per portare a casa una vittoria meritata e fondamentale. Prima il buon Di Mariano tirava una sassata clamorosa su cui Berisha esibiva un riflesso da Circo Orfei. Vale la pena sottolineare che il buon Kekko Coscia fa un tiro del genere più o meno ogni due partite, trovando ogni volta contro l’eroe di turno. L’unico tiro scorreggina di tutto il campionato è invece entrato. Il calcio è strano Beppe. Pochi minuti dopo Modolo, giusto per non perdere il vizio, centrava nuovamente la traversa con un colpo di testa ravvicinato. Infine Crnigoj, al termine dell’ennesima scorribanda, lasciava partire una rasoiata che finiva sul palo a Berisha battuto. Ricordate quel video parodia della pubblicità del Lipton Ice Tea di Dan Peterson? No? Ecco, forse meglio. Quel che conta, purtroppo, è che si torna da Ferrara con un punto in saccoccia. Un punto sia chiaro non da buttare, perché cose buone si son viste. Si spera però che gli episodi svoltino nel modo giusto al momento giusto e che soprattutto uomini chiave come Forte tornino in forma per questo rush finale. Oggi c’è un po’ meno pessimismo cosmico, c’è una partita in meno da giocare e siamo ancora nel teatro dei sogni, seppure un po’ stronzetti. Ora arrivano gli amici di Cosenza, ma almeno sportivamente si spera che i regali, nostri o della sorte, siano terminati.

FORZA RAGAZZI

IL PAGELLONE

MAENPAA: denti bianchissimi e sorriso smagliante alla prima da titolare con noi, timbra il cartellino senza macchie, ma come consuetudine deve ammirare la parabola arcuata che si insacca per il vantaggio avversario. INIZIATO voto 6

RICCI: rispolverato e ordinato come un salotto di borghesia medio alta, spinge e non concede neanche un metro. STANTUFFO voto 6,5

MODOLO: sul gol spallino, lascia che Di Francesco danzi leggiadro per venti metri di campo, prenda la mira e concluda senza che nessuno abbia da ridire. Errore che ci costa l’ennesimo svantaggio, ma poi è solido e sfortunato quando centra la seconda traversa in due partite. TRABELSI voto 6

CECCARONI: zuccata che vale il secondo gol in campionato, a coronamento di una prestazione attenta e una presenza di bell’aspetto. Per un momento gioca a basket e si becca un giallo. MICHAEL JORDAN voto 7

MAZZOCCHI: a tratti si accende e illumina le platee con giocate da calcetto dei campioni, peccato che le platee siano vuote, e che spesso i cross si perdano nella tundra. CARIBU’ voto 6

FIORDILINO: fuori fase contro la Reggina, torna in cabina di regia al Mazza. Protagonista di un paio di faide in area di rigore avversaria, gli manca la zampata decisiva. SMUSSATO voto 6

MALEH: ritorna a mietere i chilometri, lo si vede dappertutto, dalla difesa alla fascia, dall’area di rigore avversaria alle tribune, stasera più quantità che qualità. PREZZEMOLO voto 6

CRNIGOJ: quando irrompe sul pallone gli avversari volano via come nei cartoni giapponesi. Perde quel pallone che fa piangere i salici e manda in porta Di Francesco, ma è pure sfortunato quando abbatte il palo con un proiettile da fuori area. LUMBERJACK voto 6,5 - DEZI: una corsa, uno sguardo, assordanti sussurri, fugaci momenti d’amor. APPARIZIONE voto SV

ARAMU: non inventa la giocata della domenica, forse perchè è lunedi o forse perchè la partita è rognosa e la Spal difende bene. Ma dai calci piazzati è sempre periglioso e sforna l’assist vincente per il pari. BERSAGLIERE voto 6 - ESPOSITO: entra col piglio da Billy Elliot e le movenze di Tania Cagnotto, procura qualche buona punizione e calcia anche benino. FOX MULDER voto 6

DI MARIANO: gamba lesta e sguardo truce, sgroppate generose e cross nella taiga. Davvero, stasera i cross buoni sono arrivati quasi solo da fermo. Va vicino al gol ma quest’anno gli astri non si allineano mai e il portiere avversario è sempre Spiderman. Merita per la generosità e la tenuta atletica. ROBIN HOOD voto 6

FORTE: si muove e prova a riportare all’attacco arancioneroverde quella carogna che era un po’ mancata. Ci prova un paio di volte senza fortuna, sarà per la prossima. FIORELLO voto 6 - JOHNSEN: baby shampoo entra e prova a scompigliare la fascia destra ma si infrange ripetutamente come marosi sulla scogliera. FARO ROCCHETTA voto 5,5

ZANETTI: rimescola le carte e schiera una squadra capace di strozzare quasi completamente le velleità spalline giocando comunque a viso aperto, si porta a casa un punto discreto con l’amarezza di aver colpito ormai più legni di un roncoliere medievale. DISBOSCATORE voto 6,5