Ecco il nuovo episodio de “Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner “

03.04.2021 12:34 di Manuel Listuzzi   Vedi letture
Ecco il nuovo episodio de “Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner “

VENEZIAMESTRE - REGGINA 0-2

CHE MAL DI PENZO!

Se le gradinate del Penzo potessero parlare, ci direbbero senz’altro di essere un tantino contrariate dall’andamento mediocre del VeneziaMestre sul campo di casa. Passi l’anno scorso, la squadra era molto giovane, molto nuova, l’obiettivo era la salvezza e quella salvezza è stata costruita con un rendimento esterno da paura e un rendimento casalingo da imodium. Ma quest’anno, per dindirindina, la squadra è buona, c’è, gioca, eppure quel mal de Penzo che ci aveva costretti al cesso per buona parte dell’annata precedente è tornato a farsi sentire con vigore. Ennesima sconfitta casalinga, ennesimo Imodium sprecato, ennesimo passo avanti e passo indietro, come nelle migliori coreografie delle gemelle Kessler. Le gradinate del Penzo ahimè non sanno parlare, ma anche nel loro silenzio degli Innocenti è facile percepire l’alone di amarezza che pervade le ossa come l’umidità della laguna nelle serate invernali. 

Ecco, l’immagine poetica di qui sopra non ha proprio nulla a che vedere con la partita di stasera. Nella serata primaverile di questo Venerdi Santo infatti in campo vediamo 90 minuti di frenesia, di confusione, di errori uno dietro l’altro, di mancanza di lucidità. E pure un po’ di sfortuna, diciamocelo.

Quello che appare evidente sin dalla lettura delle formazioni è che la Reggina di oggi non ha nulla a che spartire con la banda di scappati di casa incontrata al Granillo. I calabresi si sono rinforzati in ogni reparto, hanno cambiato allenatore, e ora pur con qualche bagno di umiltà qua e là marciano a tappe serrate come l’armata sudista del Generale Lee che invade il Maryland durante la guerra di secessione facendo tremare gli zigomi ad Abramo Lincoln.

A conferma di ciò, gli amaranto mettono in mostra un’organizzazione difensiva quasi stucchevole tanto che a volte sembra che giochino con sette difensori centrali; ma anche un buon pressing e ritmi alti. Nemmeno per un secondo è sembrata una partita semplice, eppure nel corso del primo tempo qualche episodio per sferzare l’inerzia dalla nostra parte c’era stato: tipo quando Maleh viene fermato in area con una stoppata da cestista evidentemente non vista dall’arbitro; o quando Johnsen proseguiva la sua meravigliosa romance con i legni stampando parole d’amore sulla traversa; traversa beffarda e traditrice anche nei confronti di Modolo, che ci illude con un tiro al volo che sembrava non dico Van Basten ma Fabian Valtolina sì.

Ma niente, non si gioca granchè bene e non si è nemmeno fortunati. Quando le cose vanno così, la beffa è dietro l’angolo. E infatti la Reggina che gioca sulle ali dell’entusiasmo e con quella tranquillità che è mancata a noi, riesce quasi per caso, quasi senza neanche provarci, a beccare il bersaglio grosso: punizione apparentemente innocua, uscita sbagliata di Pomini e zac. La strada è in salita. Quante volte quest’anno siamo andati sotto? Dieci? Dodici? Mille? Troppe. Troppe perchè poi tante volte riesci a sfangarla e ti senti come Vittorio Emanuele durante le guerre di indipendenza e nonostante le cappelle riesci a portare a casa il malloppone. Ma altre volte invece le cose vanno male e si perdono punti. Oggi non la raddrizziamo. Corriamo tanto, crossiamo più di Candreva, ma non vediamo la porta. Esposito spento, Bocalon non incisivo, Aramu braccato, insomma le polveri sono bagnate. Poi la Reggina riparte e inventa il gol dello 0-2 con una sciabolata morbida di Super Mario Situm. 

La cronaca, se così si può chiamare, può anche finire qua. Altri dati salienti non ci sono. Semmai, c’è il rimpianto per non aver saputo riconfermare la prestazione eccezionale di Monza, e la sensazione che i ragazzi diano il meglio di sè quando sentono di non avere niente da perdere. Giocare con la pressione è una cosa che si impara con l’esperienza, e anche questi seppur indesiderati bagni di umiltà ci torneranno utili in futuro, magari ai playoff, magari l’anno prossimo.

Comunque sia, un passo falso non è una sentenza. A noi piace sognare e continueremo a farlo contando sulla capacità di rialzarsi di questi ragazzi.
Duri i banchi!

IL PAGELLONE

POMINI: la sua uscita ricorda un po’ quell’ultimo cocktail ordinato a tarda sera con grande sicurezza, ma che invece ti trasforma in uno zombie petulante. SILENT HILL voto: 5

FERRARINI: non riesce a replicarsi sui livelli fantascientifici di Monza, cosa che per altro sarebbe stata onestamente molto difficile, ma nel complesso non commette niente di tale da scatenare l’ira di Thor. CHIERICHETTO voto: 6

MODOLO: prende la seconda traversa della serata, con una girata che è una dedica al Parroco di San Donà. All’intervallo va davanti alle telecamere affermando: “abbiamo preso le misure”. VAN GOOF voto: 6

CECCARONI: qualche uscita elegante ma anche la sensazione che lì dietro oggi si balli un po’. Nel complesso assolto per insufficienza di prove. KOCISS voto: 6

MOLINARO: garantisce una certa solidità alla difesa, ma l’intraprendenza in avanti è una fragorosa interpretazione de “L’ultimo bicchiere” degli 883. SUNSET BOULEVARD voto: 5,5 --- CRNIGOJ: pochi minuti da bastardi senza gloria: SV

FIORDILINO: partita opaca, giostra la palla senza far scoccare la scintilla giusta. DISMISSED voto: 5,5 --- DI MARIANO: entra con lo sguardo da duro e la voglia di spaccare il mondo, ma non riesce a dare la svolta come in moltissime altre occasioni. LAWRENCE D’ARABIA voto: 5,5

TAUGOURDEAU: fromboliere d’esperienza, oggi viene a mancare proprio nelle geometrie, disegnando traiettorie spente come un amore sopito. PONTE DEI SOSPIRI voto: 5,5 – DEZI: giusto il tempo di manifestare personalmente il proprio apprezzamento al direttore di gara. SV

MALEH: sbaglia la prima partita delle ultime 350 e la cosa di per sé è abbastanza giustificante. Corre come un matto fino alla fine senza trovare un senso a questa vita, anche perché questa vita un senso non ce l’ha. VASCO ROSSI voto: 5,5

ARAMU: ancora evidentemente non al meglio per i noti problemi alla caviglia, si ritrova a vagare stanco senza trovare la Trebisonda. PECHINO EXPRESS voto: 5,5. --- KARLSSON: fallisce un gol tutto sommato facile che sopisce l’entusiasmo per aver rivisto la sua biondissima chioma. PATROCLO voto: 5,5

JOHNSEN: continua la sua relazione morbosa con i legni, centrando un’altra traversa da perseguitati politici. POLE DANCER voto: 6

ESPOSITO: alla prima occasione si lascia cadere come una foglia novembrina, attirando le ire degli avversari che passano il resto del match a randellarlo senza pietà. Indispettito e irritato dal trattamento ricevuto, si perde in parecchi diverbi in cerca di una giustizia che non arriverà. 

GIAMBURRASCA voto: 5,5 – BOCALON: entra per fare tanto lavoro sporco, ma di fatto non riesce a farsi notare anche perché la squadra sembra un pugile all’angolo. WILLIAM TURNER voto: 5,5

ZANETTI: da buon padre di famiglia, conferma la fiducia in gran parte degli uomini che avevano sbancato Monza, ma la fortuna non è di stanza in laguna questa sera. Neanche i cambi riescono stavolta a rovesciare le sorti della partita. TRISTE SOLITARIO Y FINAL voto: 6