E' un VeneziaMestre maturo che strappa un ottimo pari a Genova

19.12.2021 20:37 di Manuel Listuzzi   vedi letture
E' un VeneziaMestre maturo che strappa un ottimo pari a Genova

Avremmo potuto perderla. Avremmo potuto vincerla. Abbiamo portato a casa un punto di un peso specifico straordinario, lo abbiamo fatto con la testa, con il cuore, con la maturità di una squadra che sa, puntualmente, reagire agli schiaffi, rialzare la testa, ritrovare la lucidità. L’inizio è shock non solo per la rete subita, ma per la sensazione di impotenza che essa ha lasciato, con dei ragazzi in maglia bianca a rincorrere quelli avversari partendo già sconfitti, incapaci di arginare l’entusiasmo blucerchiato originato nell’ultima settimana. Si dice in queste situazioni che la testa era ancora negli spogliatoi, ma stavolta è un concetto errato, la testa era lì, sul campo, ma era quella di chi partiva già battuto. Ed invece, ancora una volta, l’Unione di mister Zanetti sa sputare via il sangue, stringere i pugni ed iniziare a lottare veramente. E’ il termine del girone d’andata ed ora lo possiamo dire, questa è una squadra vera; un gruppo di uomini veri che guidati da un direttore d’orchestra magistrale sanno ridurre la differenza tecnica e fisica con gli avversari a mero dettaglio, sapendo tirare fuori alla distanza tutto ciò che serve per restare in piedi e svoltare la gara.

Stavolta però è anche la strategia iniziale a convincere un po’ di meno, complice la prestazione opaca e spaventata del magic norvegese, incapace di fornire quella verticalità alla squadra che s’era disegnata nella mente di Zanetti. Il contraccolpo iniziale è durato qualche manciata di minuti, con una Samp che sembrava trovare ampi spazi sulle fasce e poca opposizione nel centro. Pochi i duelli vinti da un Busio in carenza di energie, rari gli spunti di un caparbio Ampadu, ma a fornire poco più del compitino è stato stavolta un Tessman che è apparso subire il ritmo elevato del match. A sorprendere invece è stata la prova degli esterni che con il tempo hanno saputo trovare il giusto equilibrio tra le due fasi; in particolare Ebuhei che sulla fascia opposta rispetto alla sua comfort zone ha offerto una prova maiuscola per intensità e propositività. La manovra arancioneroverde è aumentata con il passare dei minuti, ma non è mai strabordata a causa degli scarsi suggerimenti di Aramu, mentre Kiyine ha dato l’impressione di volersi caricare la squadra sulle spalle, eccedendo di presunzione in diverse circostanze. Ma l’ex Salernitana ha saputo anche illuminare la geometria veneziana, regalando gemme di talento puro che se sgrezzate da un mister adattissimo allo scopo, possono regalarci un giocatore di assoluto livello. La partita di scacchi tra i due tecnici è poi divampata in un assedio, quantomeno concettuale, da parte degli ospiti che con i cambi hanno trasformato il 4.3.3 iniziale in un 4-2-3-1 diventato poi 4-2-4 con l’ingresso dello squalo. Vacca e Crngoj hanno dato subito la scossa al match come sul recupero del primo in occasione della rete del pari. Una rete che resterà scolpita nelle menti dei 180 unionisti scesi al Marassi ed in quelle di migliaia di cuori arancioneroverdi  per lunghissimo tempo. Una rete che autentica la bontà della scelta estiva, la realizzazione di un giocatore da cui, da qui in poi, ci aspettiamo tanta, tantissima roba. Perché Thomas Henry può darcela.

Il fischio finale sancisce la mia totale incapacità di comprendere se avessi voluto che il match durasse ancora qualche decina di minuti oppure andasse bene così. E la verità è che questa sensazione mi rende ancor più orgoglioso di un VeneziaMestre che sa lottare, ma sa anche giocare un calcio di qualità, un calcio che raramente si vede da un manipolo di giovanotti di una squadra neo promossa. Questa ha tutta l’aria di essere la prima pagina di una storia meravigliosa, una storia che la nostra città meritava da parecchio.

Avanti Unione!