Mi no parlo, ma neanca no taso

02.02.2024 17:39 di Manuel Listuzzi   vedi letture
Mi no parlo, ma neanca no taso
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Le parole del mister questo pomeriggio in conferenza stampa sono tutto ciò che non avremmo mai voluto ascoltare da tifosi dell’Unione. Rappresentano non solo la concreta possibilità che il rapporto tra un allenatore amatissimo dalla piazza, capace di trasformare in dodici mesi un catalogo di figurine assemblate a casaccio in una vera e tosta squadra di pallone, ed il nostro amato club possa concludersi nel peggiore dei modi, ma la certificazione di un modo di gestire la società totalmente inadatto al livello che Venezia ed il VeneziaMestre meriterebbero. Non è bastato scegliere un ottimo direttore sportivo ed un grandissimo allenatore, evidentemente, per raddrizzare una volta per tutte la barra di un timone che sbandava incontrollato tra le onde; gli errori sono a monte, sono sbagli che si ripetono, insiti ed emblematici di una gestione societaria che fa della totale assenza di chiarezza un modus operandi. Vi abbiamo raccontato per mesi com’era andata la vicenda Mazzocchi, di chi fosse stata la terribile scelta, nonostante le grottesche smentite che per settimane provavano a smorzare la rabbia della piazza.

Ed ora ci ripeteremo perché le modalità della cessione di Johnsen sono esattamente le stesse, con un giocatore che chiedeva un contratto migliore, forse anche la cessione, un allenatore totalmente contrario alla sua partenza, ed un finale amarissimo per tutti, in particolare per l’imperdonabile aggravante di aver addirittura rinforzato una diretta concorrente. Ed adesso si tornerà ad ascoltare la versione di chi ci racconterà di come non vi fosse alternativa, di come il ragazzo si sia impuntato per ansarsene, quando la verità è una ed una soltanto. Questa società ha dei problemi enormi di liquidità, derivati da un’amministrazione folle affidata a persone totalmente inadatte al ruolo, scelte da un presidente totalmente inadatto al ruolo. Un presidente che nonostante ben conoscesse la realtà delle casse societarie si è ben guardato dal parlarne al suo stesso allenatore, per non parlare dei suoi stessi tifosi, con il quale aveva vissuto l’ultima partita fianco a fianco.. ed ai quali aveva chiesto aiuto per finanziare il nuovo centro sportivo solamente un anno e mezzo fa. 

Le speranze di questo fantomatico nuovo socio che dovrebbe entrare tra poche settimane sono le ultime a cui si aggrappa una piazza che ormai sta iniziando a comprendere il sottile equilibrio su cui si stanno poggiando le fondamenta del Venezia Fc. Non avevamo mai chiesto la Serie A, non abbiamo mai preteso una società che buttasse milioni per la nostra gloria, questo lo avete fatto da soli, avallando scelte su ingaggi, commissioni, parcelle ed acquisti al limite del ridicolo. Volevamo però una società pulita, coerente, morale, che parlasse chiaramente alla sua gente e che rispettasse lo straordinario lavoro di chi gli aveva permesso di raggiungere vette che non si immaginavano nemmeno, da Collauto, Poggi e Zanetti prima, a Vanoli, il suo staff ed Antonelli adesso. Un Vanoli che aveva persino accettato in silenzio l’imbarazzante blocco sul mercato, decidendo di continuare a lavorare a testa bassa verso il miracolo, prima di essere pugnalato alle spalle. 

Al netto di tutto questo, non possiamo fare altro che dire un enorme

“grazie mister”, grazie per aver avuto il coraggio e la dignità di metterci ancora una volta la faccia, per aver deciso di non stare zitto come successo per troppo tempo, e grazie anche per lasciarci ancora per qualche mese con il sogno di qualcosa che possa cambiare tutto questo. E forza ragazzi, dimostrateci che questo è ancora lo sport che amiamo, che questi giochetti alle vostre spalle non scalfiranno minimamente la vostra voglia, ma anzi, la alimenteranno fino ad ardere come il fuoco, che anche senza l’aiuto della vostra stessa società troverete la forza per un’impresa epica, qualcosa che resterà per sempre impresso nei cuori di ogni tifoso arancioneroverde! Contro chi crede che tutto si possa comprare e tutto si possa vendere, fatelo per chi è stanco di dover inchinarsi al padrone per elemosinare di sognare un po’, compattate ancor di più questo gruppo di cui siamo così orgogliosi, ed insieme scriveremo una delle pagine più speciali della storia Unionista! E su la testa anche al popolo del VeneziaMestre, questa gente che per un ventennio ha subito delusioni ed ingoiato amarezza come nessuno in questo paese, continuiamo a trascinare questi ragazzi alla rincorsa di un finale magico, ritrovando quella unità e quell’entusiasmo di chi non ha nessuna intenzione di arrendersi. Non adesso. 

Avanti Unione!