Godetevi il nuovo episodio de “Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner “

12.04.2021 11:45 di Manuel Listuzzi   Vedi letture
Godetevi il nuovo episodio de “Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner “

VENEZIAMESTRE - COSENZA 3-0

DEPENDE!

In questa piovosa domenica di timida primavera ci piace ricordare il compianto Pau, frontman e barbetta degli Jarabe de Palo, che con la sua voce suadente e quell’accento esotico ci cantava che tutto dipende. Aveva ragione, Pau, tutto dipende. L’umore scialbo di oggi forse dipende dal tempo grigio e dalla pioggia incessante, mentre il terrore di non riuscire a vedere la partita dipende senz’altro dall’inadeguatezza di una delle emittenti più loffe della storia della televisione. Per fortuna, le cose si risolvono per il meglio e con buona pace dei tifosi interisti, laziali e compagnia almeno noi la partita riusciamo a vedercela.

E ne vale la pena, finalmente! Perchè era un po’ che non si vedeva una bella vittoria al Penzo, una vittoria solida che ti ripaga del fastidio di doverti piazzare di nuovo, per la terza volta di fila, davanti allo schermo alle 19. Le 19! Orario aborrito da tutti gli dei del cosmo! Orario malvagio e villano!

Ma tornando a noi, dicevamo di una bella vittoria. Eppure le cose non eran sembrate poi così semplici. Reduci da tre sconfitte interne consecutive, oggi si ospitava il Cosenza, compagine di bassa classifica, è vero, ma squadra legnosa e tegumentosa, difficile da affrontare, specie quando decide di parcheggiare il bus, o in questo caso la motonave, davanti alla linea di porta. La classica partita insidiosa, che nasconde la beffa dietro alla schiena come una bambina dispettosa.

Come sempre, si parte colpendo un palo, l’ennesimo palo della nostra stagione, stavolta centrato dal terzo tenore della compagine, Fiordilino, e l’ennesimo tributo della giornata agli Jarabe de Palo. Poi un paio di tiri da fuori tra cui una stilettata di Crnigoj che piega lo spaziotempo ma non le gambe del portiere. Ma non è abbastanza per segnare, pian piano l’inerzia del VeneziaMestre si spegne, e ci troviamo incagliati tra le fitte maglie della difesa avversaria. Si cominciano a rivedere gli spettri di quella confusione e mancanza di lucidità che già ci son state fatali altre volte. Ma come diceva il buon Pau, dipende. Quando una partita è bloccata, dipende anche un po’ dagli episodi. E una volta tanto, deo gratias, l’episodio svolta a nostro favore: calcio d’angolo di Aramu, sponda e zuccata vincente di Ceccaroni. Ancora lui. E si va al riposo in vantaggio. 

Nel secondo tempo si può ritornare in campo sulle ali di un ritrovato entusiasmo e consapevolezza, con un Cosenza che ora è costretto a mettere il muso fuori dalla tana se vuole anche solo sperare di strappare un punticino. Ma i lupi della Sila confermano di essere una squadra spuntata e macchinosa, il divario tra le due formazioni diventa evidente, e più che passa il tempo e più il vino si fa buono, i calabresi iniziano a lasciare dietro di sè non spazi, non praterie, ma le grandi pianure del Mississippi, dove i nostri hanno lo spazio per lanciarsi in innumerevoli contropiedi, di mietere il raccolto dei campi di grano, curare sterminate piantagioni di tabacco e abbattere bufali con lance e frecce. Si sbaglia qualche gol, poi il raddoppio arriva con un colpo di cannone di Crnigoj, gol meritato per lui. E per non farsi mancare niente, si chiude con il gioiellino su punizione di Esposito, subentrato ad Aramu. Tre a zero e un secondo tempo giocato con l’intensità e la fame di un predatore del cretaceo. Risultato che per la verità poteva essere anche più largo, ma va bene anche così.

Una vittoria di mentalità e classe. E questa classifica ballerina che come un onda va su e giù e ci porta giù e su ora dice quarto posto a cinque giornate dalla fine. Potremmo dire che conservare il quarto posto sarebbe importante perchè permetterebbe di giocare i playoff direttamente dalle semifinali. Potremmo dire che abbiamo messo un discreto margine sulle inseguitrici. O potremmo dire che visto il capitombolo del Lecce, sognare ancora il secondo posto non è del tutto fantascienza. Ma non perdiamoci in calcoli e previsioni, limitiamoci a sognare un po’, e gioire del fatto che a un mese dalla fine del campionato questo sogno sia ancora vivo, merito di un gruppo straordinario che ancora una volta ha rialzato la testa dopo dei momenti non semplici.

Da che punto guardi il mondo tutto dipende, ma al di là di come andrà a finire, ci divertiremo! Grazie ragazzi e avanti così!

IL PAGELLONE:

MÄEMPÄÄ: ebbene sì, denti bianchissimi oltre ad essere la rovina dei dentisti non è affatto male anche tra i pali. Decisivo il balzo felino con cui leva un gol quasi fatto al Cosenza. Fosse entrato ci saremmo trovati a sbucciare peni come fossero patate olandesi. La competizione per il ruolo finisce qui. HABEMUS PAPAM voto: 7

RICCI: non è un furetto come Felicioli, non è barricadero come il Signor Sambuca, in compenso fa discretamente bene entrambe le cose e questo ne fa l’uomo più completo del reparto nel suo ruolo. Mettici un piedino niente male e si è pronti a convolare a nozze. ENZO MICCIO voto: 7

CECCARONI: difende come Leonida alle Termopili, si spinge petto in fuori in avanti come Gengis Khan nella steppa mongola e, giusto per non farsi mancare nulla, segna come un rapace d’area di comprovata esperienza. Totalmente fuori categoria. STAIRWAY TO HEAVEN​voto: 8

SVOBODA: comprato a meno soldi del famoso topolino alla fiera dell’Est, quando chiamato in causa sfodera prestazioni sontuose in serie, dimostrandosi di fatto un titolare aggiunto nello scacchiere di Mister Zanetti. Semplicemente impeccabile. CANZONE DEL PIAVE voto: 7

MAZZOCCHI: reduce da qualche apparizione opaca, sfodera una prestazione alla Lady Brian (alta tensione, ritmo in progressione). Le sue cavalcate convincono sempre di più con il passare dei minuti. SAMARCANDA voto: 7

CRNIGOJ: in questa stagione non è stato spesso in condizione. Un gran peccato perché quando lo è, è semplicemente devastante. Se poi gli si dà palla dalla trequarti in su è pronto a tirare delle sassate su cui il portiere avversario non può che sperare finiscano fuori dallo specchio. FULMINE DI PEGASUS voto: 7 -- ST.  CLAIR: riappare dalle profondità dell’abisso e a momenti segna pure un gol nei cinque minuti a disposizione. ATLANTIDE voto: sv

FIORDILINO: colpisce il sedicesimo legno stagionale dell’Unione e al Penzo cominciano a piovere suini. Per il resto una partita sicuramente pulita ma senza particolari acuti. VITA TRANQUILLA voto: 6 --- ROSSI D.: apparizione più fugace del tormentone estivo dell’omonima cantautrice. SOLE, CUORE, AMORE voto: sv

MALEH: ogni mattina Maleh si sveglia e comincia a correre. Non sappiamo se sia leone o gazzella, a vedersi si direbbe entrambi, fatto sta che corre, corre, cazzo se corre. Nel mezzo pressa come un indemoniato, sradica palloni come barbabietole mature e su richiesta effettua piccole manutenzioni e lavori di giardinaggio. Mancherà. ATTILA voto: 7,5

ARAMU: si sa che il nostro Harry Potter vive a fasi alterne ed oggi è una di quelle giornate un po’ così, uggiose come la serata di Sant’Elena. Spreca il gol del raddoppio con una ciabattata non da lui. DE FONSECA voto: 6 – ESPOSITO: punizione magistrale che dimostra ancora una volta quali siano le straordinarie capacità di cui tanto si parla in giro. Dovrebbe solo fare meno quello che dalle sue parti viene curiosamente chiamato “il veneziano”. PITAGORA voto: 7

DI MARIANO: solita prestazione di gran volontà dell’uomo coscia, con immancabile minella ad esaltare i riflessi del portiere ospite. SAN DANIELE voto: 6 --- JOHNSEN: entra bene nel match e regala vivacità alla manovra offensiva, ma manca sempre il tocco decisivo. FALCO A META’ voto: 6

FORTE: continua a macinare minuti in vista del momento clou della stagione. È in ritardo e si vede, ma la squadra per fortuna sopperisce alla grande alla sua scarsa verve. Ha voglia di spaccare il mondo e la sostituzione gli fa sovvertire le pudenda. ORLANDO FURIOSO voto: 6 ---DEZI: solita comparsata nel match della durata dello spot del Tonno Insuperabile. 170 SECONDI DI BONTA’ IN OLIO D’OLIVA voto: SV

ZANETTI: dà fiducia allo starting 11 di Ferrara, con la sola eccezione forzata di Svoboda al posto dello squalificato Modolo. Nel primo tempo si strugge e soffre più del giovane Werther, ma l’andamento della partita lo tranquillizza di minuto in minuto e termina con un sorriso degno di TROY MCCLURE. Come al solito impeccabile nella lettura del match. LUCANO voto: 7,5