Il cuore del VeneziaMestre

01.11.2021 00:15 di Manuel Listuzzi   vedi letture
Il cuore del VeneziaMestre

E’ stata una battaglia. Sarà una battaglia. Quello che avevamo bisogno di sapere era solamente una cosa, se saremmo stati pronti ad affrontarla, se eravamo maturi abbastanza per farlo, poiché a questa categoria possiamo restare aggrappati esclusivamente con le unghie e con il cuore, proprio come abbiamo fatto questo pomeriggio. E la risposta del Marassi è stata perentoria e chiarissima. Perché reagire alla batosta di martedì non era di certo la cosa più semplice del mondo, e farlo quando le tue colonne portanti sono fuori, quando la tua autostima è ridotta al lumicino e quando in pochi giorni sembra che tu abbia gettato al vento tutto il buono creato nelle prime settimane, diventa una vera impresa. Non è certo il calcio per palati fini, non è l’idea di gioco che mister Zanetti ci ha regalato l’anno scorso e forse sperava in parte di riproporre anche su questi palcoscenici, ma di necessità virtù, o se preferite i luoghi comuni, in tempi di vacche magre..

Ma se sul terreno di Genova si è vista ancora una volta la scarsa qualità di una squadra che dovrà per forza di cose trovare dentro di sé le motivazioni giuste per uscire dal fango, bisogna anche onestamente ammettere come le dirette concorrenti viste finora non sembrano al momento di un pianeta diverso, e questo Genoa non ha fatto di certo eccezione. E’ da questo che dobbiamo trarre la fiducia per alimentare le nostre speranze, uscendo indenni da un campo pericoloso, dopo l’enorme trauma Schiavone, è da uomini e da squadra vera. I limiti sono evidenti, ampi e difficilmente celabili. Ma il gruppo arancioneroverde ha saputo ancora una volta tirare fuori tutta la propria rabbia, la propria convinzione, ribaltando un match che nei primi 45 minuti sembrava decisamente segnato. Avevamo detto fin dall’avvio come ci volesse pazienza ed almeno un paio di mesi per iniziare ad avere un primo bilancio di questo nuovo VeneziaMestre e quindi non ci resta che affrontare la realtà. Dei nuovi innesti sono pochissimi ad avere pienamente convinto, oltre al citatissimo Busio, oggi comunque apparso stanco e poco lucido anche dal punto di vista tecnico, Haps che a tratti risulta di un’altra categoria fisica. Okereke e Caldara sembrano poter crescere ancora moltissimo nella concentrazione e nell’efficacia dei momenti chiave, altalenanti nelle prestazioni e nella capacità di leadership. Ebuehi che anche oggi è apparso compiere un gradino ulteriore nel suo percorso tattico. Kyine che a fasi alterne risulta di gran lunga il centrocampista con maggior pericolosità. Il resto, sfortunatamente, è ancora ombroso. Se Henry ci aveva illuso dopo Empoli, non riuscendo nelle prove successive né a risultare pericoloso, né tantomeno a rendersi utile nel far salire la squadra e difendere il pallone, Peretz è purtroppo apparso ancora un oggetto misterioso nei pochi minuti concessigli, non dando quell’impressione di fame agonistica di cui abbiamo disperato bisogno. Tessman è forse la nota lieta di giornata, nonostante un primo tempo di enorme difficoltà ha saputo reagire nella ripresa, facendosi notare per intensità e grinta. Ma i dubbi su questo VeneziaMestre riguardano soprattutto  il progetto tecnico che si andrà a sviluppare; il brillante possesso dal basso che tanto ci aveva fatto divertire la stagione passata non è attuabile con tali lacune tecniche, e le assenze di Vacca e Johnsen negano agli arancioneroverdi le uniche possibilità di una geometria pulita e corale. Frustrante chiedere al Crngoj di questo periodo di giocare il pallone, sprecato Aramu quando è costretto alle sportellate continue, desolante vedere le sgroppate di Mazzocchi che puntualmente finiscono tra le mani del portiere o tra le tribune del Ferraris. Nel primo tempo di questo scontro salvezza si è usciti sconfitti da ogni duello individuale, da ogni contrasto, ed ogni pallone gettato in zona Romero accendeva l’ansia tra le fila veneziane. Ma si è saputo stringere i denti, consci del fatto che i nostri avversari non fossero nella loro giornata migliore. Prendendo coraggio e campo si è vista un Unione diversa, più consapevole, e dai duelli vinti in mezzo al campo è nata una partita diversa e più aperta. Ed al fischio finale siamo stati noi ad uscire tra gli applausi mentre i padroni di casa venivano sommersi dai fischi della curva rossoblu.

Non so da quali risorse potremo attingere per trovare le forze ed i punti per salvarci, ma mr Zanetti è riuscito una volta di più a toccare i tasti giusti, a responsabilizzare i ragazzi e a fargli tirare fuori tutto ciò che avevano. Serve di più, molto di più per raggiungere quella che ad oggi, sembra un’impresa. Ma il punto guadagnato oggi è un segnale di una squadra che non molla mai, di un gruppo di ragazzi che sembra esaltarsi nei momenti più complicati, di una società che farà di tutto per regalarci un altro sogno.

La verità è che nessuno può sapere come finirà questa stagione, ma questo è un motivo in più per lasciarsi trasportare da questa passione, per vivere questi colori fino in fondo, per urlare al cielo quanto sia bello essere arrivati fino a qui e quanto sarà dura, adesso, portarcelo via. Lo so che non tutti vivono il calcio come me, soffrendo visceralmente per novanta minuti, incapace di restare seduto ed in silenzio. Ognuno la vive a modo proprio, ma, credetemi, cantare e sostenere questi ragazzi fino alla fine è la gioia più grande che un tifoso possa provare, e solamente facendolo tutti assieme potremo trascinare questi ragazzi verso qualcosa che poi racconteremo per decenni. Dunque fuori la voce, in alto i cuori, orgoglio popolo arancioneroverde, siamo il VeneziaMestre e questa è la nostra rivincita.

Avanti Unione!