Il VeneziaMestre schianta anche il Bari

25.11.2023 17:07 di Manuel Listuzzi   vedi letture
Il VeneziaMestre schianta anche il Bari

Barlumi di grande squadra. Lampi di pura consapevolezza. La strada è segnata, questa Unione non ha nessuna intenzione di mollare. Siamo un vero spettacolo!

L’aspettavamo da parecchio una partita del genere, anche se in questo anno di paradisiaca gestione Vanoli di bei successi ne abbiamo visti diversi, ci mancava ancora uno di quei punti esclamativi che alzano il mirino; una di quelle sfide dominate dall’inizio alla fine, con una gestione del ritmo e del possesso praticamente perfetta, perennemente in controllo della situazione, regalando a chiunque la sensazione di poter portare a casa i tre punti senza grossi patemi. E tutto ciò in uno stadio come il San Nicola dal quale solo pochi mesi fa uscivamo defraudati ed inviperiti come poche volte.. insomma, è il pomeriggio del VeneziaMestre, dei suoi 121 eroici tifosi ancora una volta a fianco dei ragazzi, di quegli altri che si son fatti centinaia di kilometri per un’ideale ed uno striscione attaccato ai cancelli per poi far ritorno prima del calcio d’avvio, di tutti gli altri che da casa, dal bar, dal mare hanno sofferto e gioito per una squadra che merita di sognare in grande e soprattutto esige il risveglio di una città che ora ha ben presente cosa significhi sentirsi parte di qualcosa di speciale.

È una vittoria memorabile per il modo e la testa con cui sono scesi in campo i ragazzi; per la qualità delle giocate, per l’equilibrio finalmente perfetto tra i reparti. L’Unione attacca ad ondate, ritmica, precisa. Si penetra dalle fasce, si può cercare la giocata sulla punta, si aprono varchi per gli inserimenti dei centrocampisti, tutto sembra girare e la rete del vantaggio è l’emblema ideale di una squadra che sembra aver accettato il suo ruolo da protagonista. Di fronte ad un Bari francamente scarico e prevedibile, la retroguardia arancioneroverde propone un’altra prestazione impeccabile con Altare ancora una volta leader tecnico e fisico del reparto ed uno Sverko lucido ed attento. Ma è in mezzo al campo che l’Unione dimostra la sua crescita totale, con un Busio al centro del comando, carico a palla, elegante, grintoso. Il giocatore che volevamo. Ed al suo fianco un Tessman che a tratti appare quasi compassato, ma che oggi dà sempre le sensazione di controllare tutti dall’alto. Sono buone anche le prestazioni di un GytKjaer spesso nel vivo del gioco, e dei suoi lancieri Pierini e Johnsen oggi in una di quelle giornate da concretezza e fantasia.

La ripresa segue così l’inerzia dei primi 45 con i padroni di casa incapaci di costruire, gli ospiti in pieno possesso ed un mister che ai primi segnali di stanchezza trova immediatamente le alternative giuste. Alternative che pure quest’oggi palesano la buona profondità della panchina veneziana, ma soprattutto la mentalità giusta di chi sa di entrare in un’orchestra perfetta. Così c’è gloria anche per Dembelè e spazio per uno Cheryshev quasi al limite del progetto. Ma è il ritorno sul terreno di gioco di Mato Jajalo a regalare le sensazioni migliori ad un gruppo che nonostante le tegole piovute nelle ultime settimane sembra trovare sempre la forza per rialzarsi cogliendone sempre le lezioni migliori. E finisce così in gloria per i ragazzi di mister Vanoli, una squadra capace di mantenere la stessa voglia di vincere, la stessa rabbia, anche a cavallo di una sosta capitata in un momento magico e che poteva portare diverse insidie. Invece è un VeneziaMestre in missione, una squadra che cresce di autostima di settimana in settimana, che non ha paura di dichiarare il proprio obiettivo. Un sogno che abbraccia una città ed un popolo finalmente pronti a spiccare il volo più bello di sempre.

Non so come la pensiate voi, ma qui c’è parecchia voglia di VM-Ascoli, perché quando si sogna, è fantastico farlo tutti assieme!

Avanti Unione mia!!