Nemmeno la bolgia del Penzo scuote il VeneziaMestre

10.04.2022 20:55 di Manuel Listuzzi   vedi letture
Nemmeno la bolgia del Penzo scuote il VeneziaMestre

Oggi voglio solo portarmi a casa questa curva e questo stadio. Voglio pensare che si, almeno una piccola cosa buona questa maledetta stagione me l’abbia regalata. Voglio sognare che finalmente questa città si sia svegliata dal torpore che la contraddistingueva in questi anni, dall’apatia che spesso ha suscitato persino tra la propria gente. Voglio credere che finalmente il popolo unionista abbia ritrovato la propria origine, la propria storia, la propria passione. Perché non esistono sconfitte, non esistono retrocessioni, quando si ama così. Oggi il Penzo è stato uno spettacolo, l’unico di questo ennesimo pomeriggio di frustrazioni. Passeggiare fino a Sant’Elena inondato di arancio e verde, con decine di bambini con sciarpe al collo ed occhi sognanti, è questo ciò che abbiamo conquistato, passo dopo passo, batosta dopo batosta. Abbiamo ritrovato l’orgoglio di sentirsi veneziani, il fascino di queste isole, il fremito di sostenere questi magici colori. Voglio credere che sia solo l’inizio di una crescita che meritiamo, come città e come tifoseria. Spero che almeno questo non ce lo tolgano, come invece hanno fatto con la nostra squadra di calcio. Perché oltre a questo resta veramente pochissimo. Non c’è futuro tecnico quando gli unici giocatori degni della categoria non hanno nessuna possibilità di rimanere la prossima stagione. Non c’è crescita dell’ambiente quando i presuntuosi ed arroganti protagonisti di questo scempio continuano a barricarsi nella loro ostentata superiorità senza riuscire minimamente ad ammettere lo sfacelo tecnico ed umano che hanno provocato estirpando l’anima della meravigliosa creatura nata la scorsa stagione. Una volta di più abbiamo ammirato il fallimento della strategia tecnica targata Usa, con i tanto sponsorizzati acquisti estivi definitivamente bollati come inadatti a questi livelli. L’involuzione di Busio, di Ebuhei, di Okereke è tanto lampante quanto prevista, con dei ragazzi che ci mettono anche voglia e rabbia, ma che semplicemente non hanno le doti tecniche e fisiche per competere in serie a. Sarebbe bastato ascoltare chi ti ci aveva portato in questa categoria, sarebbe stato fondamentale quel briciolo di umiltà per capire che se da sempre le squadre pericolanti in questo paese mixano gambe ed esperienza alle scommesse, un motivo ci sarà. Un paio di mesi fa abbiamo posto 11 domande a chi ha deciso di seguire questa strada, l’abbiamo fatto da tifosi, con l’unico scopo di far germogliare questo periodo così magico. Non abbiamo avuto le risposte, e nemmeno una minima autocritica. Abbiamo notato solamente la piccata reazione di chi crede di possedere questi colori e questa maglia. Mi dispiace non è e non sarà mai così. Noi siamo il VeneziaMestre, noi saremo qui anche il prossimo anno, anche quando lascerete i vostri curriculum da altre parti. Noi volevamo solo vedere del calcio, inorgoglirci dei nostri giocatori che solcavano i campi dei più famosi stadi del paese. Avete deciso di caricare a testa bassa i nuovi mercati, avete scelto di sputare sulle nostre maglie per venderne di più in Cina ed sud America, avete lasciato il mister ed i nostri due idoli a prendersi lo sporco del vostro lavoro. E ci avete affibbiato questa squadra incapace di  mostrarsi come tale, nonostante il giusto atteggiamento di oggi, ma quando non ce n’è non ce n’è, ed è proprio impossibile inventarselo. Basterebbe poco per riconquistarci, a volte una semplice parola: scusate. Ed invece la paura più grande è che non si imparerà da questi errori, che la vostra idea di imporre questo marketing sfrenato persino nei 100 metri del terreno di gioco ci ha portato a diventare quasi lo zimbello della categoria, perennemente puniti dalla scarsissima esperienza e dalla discutibile qualità tecnica.

Ed è veramente triste perché oggi questo stadio meritava di più. Questi bambini meritavano di più. Questo mister che l’estate scorsa ha accettato di sposare ancora i nostri colori nonostante lo strambo progetto al quale lo hanno costretto, meritava di più. Noi ci saremo a Firenze, con l’Atalanta, a Torino, non molleremo mai. Perché abbiamo già vinto nascendo veneziani. Voi, invece, avete capito cosa sia il VeneziaMestre? Vi do un indizio. Non è un numero, non è un bilancio, e soprattutto non siete voi.

Avanti Unione.