Pomeriggio amaro a Cremona, ma il VeneziaMestre c’è!

09.12.2023 16:52 di Manuel Listuzzi   vedi letture
Pomeriggio amaro a Cremona, ma il VeneziaMestre c’è!

La sentite questa rabbia? Lo sentite questo fuoco che vi divora dentro e che vi fa abbassare la testa, maledire ogni divinità, rifiutare con forza la realtà che si è appena vissuta? Ecco, questo è ciò che ci dobbiamo portare a casa questo pomeriggio. La chiave per una crescita che non può arrestarsi, non osa placarsi. Oggi avete dimostrato che non esiste una squadra, una singola squadra, in questa categoria, più forte di noi. Oggi siete scesi in campo con la testa della capolista, avete scalfito ogni certezza di un avversario di alto livello, lo avete fatto con ordine, con consapevolezza, con gamba. Ma avete capito benissimo cosa significhi abbassare i ritmi quando si pensa di avere la partita in pugno, avete provato sulla vostra pelle cosa comporti non aggredire il match, provare a controllarlo, sentendosi superiori. Non basta ragazzi, nessuno ci regalerà mai nulla, in particolare un arbitro totalmente inadeguato all’importanza della sfida. Dobbiamo assimilare fino al midollo cosa manchi per comandare una categoria che ci può, ed ora ci deve, vedere protagonisti.

Se infatti nel primo tempo la testa era quella di una squadra avviata verso il trionfo, è l’episodio della superiorità numerica ad invertire paradossalmente le sorti di una partita che oggi si poteva portare a casa. La vita è fatta di lezioni, ed oggi abbiamo imparato quella più dolorosa. Ma se realmente siete la squadra che percepiamo, se concretamente siete quelli visti nell’ultimo mese e per 60 minuti di questo maledetto pomeriggio, allora da tutto questo dovrete uscire più forti, più uniti, più Unione. Perché passa attraverso l’autostima, così come l’umiltà, la svolta per regalare a questo popolo qualcosa di memorabile. Non è bastata una difesa fantastica su Coda e Vazquez di un Modolo paradisiaco e di un Altare sontuoso; non sono bastate nemmeno le continue sgroppate sulle fasce di Candela e Zampano a ritmo. Non è stata sufficiente nemmeno la lotta e la qualità di Gytkiaer capace di accendere l’attacco arancioneroverde ad ogni tocco, così come il talento di Johnsen a tratti incontenibile ma che ha peccato negli attimi cruciali; le geometrie di un centrocampo nuovo, con la solidità di un trio fatto di fiato e fosforo che per larghi tratti ha dipinto calcio di grande livello, soprattutto nelle ripartenze. Serve la perfezione per vincere in campi come questi, serve la voracità nel conquistare i palloni chiave ed i rimpalli giusti, ma oggi la gestione in undici contro dieci ha invece peccato di incisività, voglia, concretezza. L’errore di Bertinato ci condanna al di là dei demeriti, ma è conseguenza possibile in un gioco che esige concentrazione continua e tanta maturità. Se poi i cambi non entrano con la dovuta fame ed il necessario ardore agonistico si fa difficilissima l’impresa di ribaltare una sfida che nasce male e finisce peggio. 

Ora è il momento di capire cosa vogliamo fare da grandi, abbiamo perso una sfida al vertice, lo abbiamo fatto per un episodio, per un approccio sbagliato nel momento decisivo, ma questa squadra c’è, non molla, reagisce, lotta. Potete fare ancor di più, potete dominare. Questo è il vostro obiettivo, la vostra strada. Fatelo per la nostra gente, fatelo per la vostra carriera, fatelo per l’onore, ma fatelo, affinché la nostra vita non preveda, mai, dei rimpianti. Questo VeneziaMestre è una vera squadra, ha una rosa di altissimo livello, ha un condottiero capace di guidare un gruppo giovane di ragazzi dal sicuro futuro. Questa curva merita di vivere un’annata indimenticabile e solo così Cremona sarà solo un brutto episodio di una cavalcata inarrestabile. 

Avanti Unione!