Questo VeneziaMestre non muore mai!

15.12.2020 12:12 di Manuel Listuzzi   Vedi letture
Questo VeneziaMestre non muore mai!

Si vince. Una partita orribile, nervosa, complicatissima. Ma si vince. Nella rappresentazione più terrena possibile della vecchia, cara serie b, nell’apoteosi del tatticismo e nella serata di gala del fallo tattico si portano a casa tre punti di platino, tre punti di un significato emotivo devastante. Il VeneziaMestre abbatte persino lo scetticismo e l’irrequietezza che era divampato negli animi unionisti per quasi sessanta minuti, inermi davanti ad uno schermo che mostrava una squadra nettamente superiore all’altra, ma incapace di concretizzare tale prevalenza in un gioco ed uno spirito minimante accettabile. Ci siamo sentiti confusi mentre i calabresi passavano in vantaggio grazie ad una svista mezza arbitrale e mezza difensiva; abbiamo sentito la rabbia montare quando il predominio arancioneroverde era evidente ma di occasioni manco a parlarne. Abbiamo percepito scivolare la speranza di una reazione quando i minuti passavano e i padroni di casa facevano a gara a chi rilanciava il pallone più lontano dalla propria area. Ma il calcio è lo sport più bello del mondo proprio per la sua capacità di sorprendere, così come questa squadra.

Otto partite in meno di un mese in un’annata così, con una preparazione monca e con squadre ridotte al lumicino dalla pandemia, lasciatemelo dire, non sono esattamente un’idea geniale, in particolare se si ama un certo tipo di spettacolo. Ma VeneziaMestre e Reggina, così come tutte le altre, hanno dovuto fare di necessità virtù, chiedendo l’ennesimo sforzo fisico a giocatori apparsi già in discreta difficoltà. Gli amaranto hanno approcciato meglio la sfida, incanalatasi immediatamente nei binari giusti. D’altro canto a Reggio si è presentata un’Unione al piccolo trotto, contratta ed imprecisa, una squadra che quando gioca a ritmi blandi appare piuttosto modesta. Ma a deludere nella prima frazione è stato soprattutto lo spirito, con diversi interpreti sottotono e battuti in troppi duelli individuali. I calabresi sembravano arrivare prima su ogni pallone sporco, costringendo i lagunari ad un match fisico e nervoso. Un tipo di partita in cui ci saremmo aspettati potesse emergere Crnigoj che invece è apparso appesantito e decisamente poco lucido nelle scelte ancor prima dell’esecuzione. E con una Reggina in pressing costante, la lentezza della manovra unita all’approssimazione del palleggio ci ha consegnato un’ora di calcio prettamente scozzese. E’ mancato tutto, dalla prestanza fisica, alle idee, alle giocate dei singoli. Un Johnsen clamorosamente involuto nelle ultime settimane a cui si dovrà porre particolare attenzione nella gestione al fine di non “bruciare” una risorsa che appare comunque importante per la categoria; un Maleh in evidente riserva fisica e forse mentale.. Un Capello volitivo ma ancora una volta troppo precario come risolutezza e pulizia. Vacca è stato l’unico capace di mantenere una geometria degna della serata, ma solamente nella ripresa con l’ingresso di Fiordilino ha avuto quello spazio di manovra necessario per sfoggiare giocate di grande bellezza ed efficacia.

E’ di sicuro la vittoria di Zanetti, capace di stravolgere la formazione all’intervallo, ingoiando il rospo di scelte iniziali sbagliate ed abilissimo nel leggere un match che sembrava stregato. Gli ingressi di Di Mariano ed Aramu prima e di Bocalon poi hanno permesso al VeneziaMestre di mollare gli ormeggi, scrollandosi di dosso quell’inerzia di totale sterilità. I reggini hanno concesso metri su metri, rinunciando alla benché minima rivalsa. La qualità degli arancioneroverdi è potuta così esplodere, concretizzando finalmente la palese superiorità.

Ma è del Doge l’immagine di copertina. E’ del figliol prodigo Bocalon la gioia più grande, quella di un ragazzo che ancora una volta ha dimostrato tutto l’amore per questa squadra, riuscendolo stavolta a coniugare a due giocate da attaccante purissimo che c’hanno regalato gol e vittoria. Il bacio alla maglia è sublime poesia, ma è anche l’emblema di un gruppo che attraverso la dedizione e l’unità sembra poter sopperire alle diverse lacune tecniche. Vincere una partita del genere significa dimostrare una grande consapevolezza, è una rimonta che regala dosi extra di autostima e che porta tutta la rosa a sentirsi parte di qualcosa di speciale.

Perché si, questo VeneziaMestre è decisamente speciale.

Avanti Unione!