The Special VeneziaMestre

07.11.2021 19:38 di Manuel Listuzzi   vedi letture
The Special VeneziaMestre

Vent’anni. Venti, lunghissimi anni che non ci sentivamo così. Quattro lustri in cui abbiamo consumato le videocassette prima, il web poi, delle immagini di quelle vittorie epiche, di quelle big stese una dopo l’altra sotto le pennellate del san Chino di Montevideo. Per la mia generazione e per chi non tifa una delle strisciate di serie a, le rare, immense, gioie sportive della propria vita. Oggi, finalmente, abbiamo scritto una nuova pagina di storia arancioneroverde. Questo pomeriggio sarà la diapositiva delle nuove progenie, la vittoria da guardare e riguardare, il sogno realizzato di un VeneziaMestre che lotta, combatte fino allo stremo, va al tappeto, si rialza e mette alle corde la corazzata giallorossa, regalando ad un intero popolo la soddisfazione più grande e donando a sé stessi la consapevolezza di essere una vera squadra, un gruppo che con questa mentalità potrà giocarsela fino all’ultimo.

E’ un sogno.

Quella rabbia, quell’ardore, quella fame degli ultimi minuti in cui finalmente siamo riusciti a portare a casa l’obiettivo con tutto ciò che avevamo in corpo, affrontando di petto tutti i fantasmi di questo inizio di torneo, sopperendo alle lacune tecniche con la concentrazione, l’applicazione tattica, il cuore. Più il match si faceva nervoso e confuso, più i ragazzi di Zanetti sembravano sguazzarci mantenendo la barra dritta e seguendo un disegno strategico semplicemente sontuoso. Il VeneziaMestre è riuscito a passare in vantaggio con la prima meritatissima rete di un Caldara in continua crescita, ha sfiorato il raddoppio, si è fatto rimontare in cinque minuti di follia, ma proprio quando la sfida sembrava uno Zoncolan da scalare è emerso tutto lo spirito di una squadra che si è dimostrata matura nel leggere ogni momento, compiendo in novanta minuti una progressione tecnica, atletica e mentale di spaventosa consistenza. In mezzo ad un tourbillon di occasioni da una parte e dall’altra, siamo stati noi a sembrare più a nostro agio, sfruttando il nervosismo sempre più evidente dei giallorossi. Il dubbio rigore del pari ha semplicemente rimesso le cose a posto nel momento migliore per i lagunari, che da diversi minuti sembravano riuscire a trovare negli esterni la chiave giusta per mettere in difficoltà la precaria retroguardia ospite. Mentre i capitolini davano l’impressione di aver già concluso la propria missione la truppa di san Paolo da Valdagno ha preso campo, Aramu è finalmente salito in cattedra cercando più spazi sulla destra e riuscendo ad arieggiare la manovra accompagnata con sempre maggior frequenza dalle sgroppate di Mazzocchi ed Haps. Il centrocampo veneziano ha pian piano guadagnato il dominio fisico, con Busio apparso quest’oggi un giocatore fatto e finito, tecnicamente sublime, come sapevamo, ma mostrandoci anche quel lato aggressivo fondamentale a questi livelli. Ampadu in versione Mose, affidabile, però.. ed elegantissimo nel lanciare Okereke verso il trionfo. Kyine a tratti irresistibile che lascia una volta di più la sensazione che pulendo quell’infatuazione folle per la sfera potrebbe trasformarsi nel nuovo Beppe Maleh che tanto ci mancava. La metamorfosi continua degli arancioneroverdi ha visto un inizio ad albero di natale, per poi passare ad un 4-3-3 puro con l’ingresso di un Sigurdsson che a folate ha lasciato intravedere un buon potenziale, e concludendo con una difesa a tre che si preannuncia un’arma concreta per il futuro. E poi ci ha pensato Okereke a regalare al popolo unionista la giornata perfetta; un attaccante che sicuramente dovrà migliorare, e molto, la sua capacità di giocare con la squadra, ma che ha dimostrato forse definitivamente di essere un attaccante da A, una carta preziosissima verso la rincorsa alla salvezza. Ma il capolavoro tattico di mr Zanetti appartiene alla sfera della gestione dei cambi, apparsi pressoché perfetti, gettando nella mischia anche capitan Modolo che non a caso è servito al VeneziaMestre a mantenere altissima la tensione, portando quell’esperienza necessaria per condurre a casa i tre punti. Bene anche l’ingresso di Henry, vicinissimo ad una rete pazzesca, e Tessman che conferma la buona impressione di Genova calandosi perfettamente nel voltaggio dell’incontro.

E poi.. apoteosi. Poi una curva ed uno stadio impazzito. Poi un fiume arancioneroverde, un flashback di vite passate, un pantheon di abbracci con amici di sempre e perfetti sconosciuti, un segnale divino di qualcosa che ci meritavamo, che aspettavamo come se non dovesse arrivare mai. Ed invece eccolo. Eccolo il VeneziaMestre per cui non abbiamo mai mollato, eccola la squadra che ci rende un poco più veneziani, ed un poco meno juventini, milanisti o interisti. Eccola la nostra rivincita, ecco cosa si guadagna a vivere per i colori della propria città. Comunque finirà questo campionato, comunque andrà a concludersi quest’avventura a stelle e strisce, oggi abbiamo capito che si, ne vale la pena. Si cantano i Pitura Freska a squarciagola, perché si, oggi è ancora più bello essere nati nella città più incredibile del mondo. Grazie ragazzi, grazie Unione! Ora tutti a Bologna, andiamoci a prendere un altro pezzettino di serie A.

Avanti Unione!