Tre spunti su Cagliari-Venezia durante la "amata" sosta nazionali

Appuntamento settimanale per parlare a ruota libera di 3 argomenti tratti dalla partita del weekend.
08.10.2021 13:16 di Davide Turco   vedi letture
Tre spunti su Cagliari-Venezia durante la "amata" sosta nazionali
© foto di veneziafc.it

Ritagliamoci un po' di tempo durante questa “amatissima” sosta nazionali per parlare a ruota libera di tre argomenti tratti dal pareggio di Cagliari.

1. Busio mania?

C’è poco da dire, dopo la beffa con lo Spezia e la quasi beffa con il Torino, segnare finalmente un goal al 93esimo ci ha fatto godere e non poco. E il fatto che a segnare il goal sia stato il 2002 Gianluca Busio ha forse acceso in noi tifosi quella che possiamo definire Busio-mania.

Fatto sta che, a prescindere dal goal segnato a Cagliari, l’italo-americano sta impressionando tutti (Zanetti compreso) per continuità di rendimento in relazione all’intensità che mette in campo, il tutto unito a personalità e velocità d’inserimento. A Zanetti (e pure a noi) da oltreoceano lo avevano descritto tutti come un “piccolo Pirlo”, e forse anche per questo inizialmente lo ha schierato come regista davanti alla difesa, per poi rendersi conto che, spostato un po' più avanti, può fare ancor di più la differenza e che, forse, anziché un “piccolo Pirlo”, Gianluca sia più un “piccolo Gattuso” (come da lui stesso affermato in intervista a Dazn), ovviamente con le dovute proporzioni.

Busio è il terzo 2002 a segnare un goal in serie A e il primo a prendere parte a un goal e un assist. Di quanto sia forte se ne stanno ormai accorgendo tutti e consiglio a tutti noi di godercelo, perché di occhi su di lui ce ne saranno sempre di più, fidatevi di me.

2. Le note dolenti di Cagliari: Kyine, Ebuehi ed Okereke

Arriviamo ora a quelle che sono le tre note dolenti della partita di Cagliari, e tutti e tre per motivi differenti.

Sebbene della discontinuità di Kyine eravamo ben stati avvisati dai fratelli salernitani, sembra comunque impossibile pensare che il Kyine visto al Penzo e quello visto a Cagliari a distanza di pochissimi giorni siano lo stesso giocatore. Al Penzo mi aveva impressionato per mole di gioco e qualità, compresa quella palla sublime per Johnsen che ha poi portato al rigore, tanto che ho pensato che potesse sopperire in parte alla mancanza (ci manchi tantissimo) di Beppe Maleh. A Cagliari invece non vi ripeto (sennò mi censurano) le parole che sono uscite dalla mia bocca nel vederlo completamente estraniato dalla partita, nel non vederlo rientrare in occasione del primo goal, nel vedere certi errori tecnici di pura sufficienza. Ho già capito che, a meno che la mano magica di San Paolo Zanetti non faccia un altro miracolo, questo sarà un giocatore che ci farà tanto divertire quanto sbraitare. Mettiamoci l’anima in pace.

(E Maleh lunedì lo lego con lo scotch ad un palo del Penzo)

Ebuehi fa una partita mediocre nel complesso, e in lui continuo a intravedere qualcosa che, per esempio, in Schnegg al momento proprio non riesco a vedere, ma utilizzerò la sua prestazione per parlare dell’enorme problema che abbiamo sulle fasce.

Sia chiaro, io il Pako Mazzocchi lo farei giocare pure in porta se necessario (e infatti la sua gran partita la fa anche a Cagliari), ma essere costretti ad adattare Mazzocchi a sinistra a piede invertito sottolinea l’enorme problema che abbiamo sulle fasce. Confidando nel rientro veloce di Haps, che rimane un oggetto a noi misterioso, in questo reparto possiamo fare affidamento solo su un Ebuehi, che non sfigura quasi mai ma il sei non lo ha mai superato, uno Schnegg al momento improponibile, una certezza come Molinaro che però dopo una partita ne deve riposare tre e un Pako Mazzocchi che prima o poi dovrà riposare (è disumano continui così).

Morale della favola? È il reparto dove siamo più inadeguati. Haps ci serve come l’aria, ma non possiamo pensare che sia lui a risolvere tutti i problemi, perché solo una crescita di Ebuehi e Schengg potrebbe allungare una coperta che al momento è davvero ma davvero troppo corta.

L’ultima nota dolente è la partita praticamente nulla di Okereke, che però utilizzerò per parlare del terzo e ultimo spunto, ovvero…

3. Pillola blu o pillola rossa? Attacco leggero o attacco pesante?

Dalla partita col Toro, nella quale Zanetti aveva stupito tutti (Juric compreso) schierando un attacco brevilineo, veloce, imprevedibile, senza una vera prima punta di peso da “dare in pasto ai difensori del Torino”, ora Zanetti sembra averci preso gusto ed anche a Cagliari opta per la stessa soluzione. Mentre però al Penzo la scelta aveva dato i suoi frutti, in Sardegna la scelta non ha pagato, complice un primo tempo abbastanza brutto da parte di tutti e in particolare, come detto, da parte di Okereke. Di fatto nel primo tempo non siamo mai stati in grado di impensierire l’uomo-Cragno e siamo sembrati in balia di un Cagliari in totale controllo della partita.

Così nel secondo tempo Zanetti si è dovuto affidare ai due uomini più ‘pesanti’, prima Henry e poi Forte, che hanno finito la partita addirittura giocando insieme e che hanno di fatto trascinato la squadra al pareggio in extremis (ottima la giocata di Forte che confeziona il cosiddetto “third pass”, ovvero il passaggio prima dell’assist).

E allora la domanda sorge spontanea: attacco leggero o attacco pesante?

Beh, conoscendo Zanetti, la risposta a questa domanda la avremo solo più o meno un’ora prima di ogni partita. Possiamo però provare a immaginare, nel corso della settimana, in base all’avversario che abbiamo davanti, che tipo di tridente offensivo schiererà Zanetti.

Il tridente veloce dà sicuramente più imprevedibilità soprattutto in quelle partite dove presumibilmente sarà la squadra avversaria a fare la partita. Allo stesso tempo però, l’assenza di una punta di peso come Henry potrebbe farsi sentire nel tenere su la palla e nello sfruttare i suoi centimetri nelle palle inattive (anche difensivamente è una cosa da non sottovalutare).

Ovviamente ogni tipo di soluzione porta con sé dei pro e dei contro, e visto che nessuno di noi ha la sfera magica non ci resta che affidarci a San Paolo Zanetti da Vicenza, che ha già dimostrato più volte di essere molto più bravo di noi. Il dubbio però ci accompagnerà per tutta la stagione.

3+1) Viva el Dennis Nazionale

Concedetemi questa bonus track per esprimere tutta la mia gioia nel vedere che, un giocatore che abbiamo preso come “scarto” dell’Ajax quando ancora eravamo in serie B, attraverso una crescita impressionante (che tutti ci auguriamo sia ancora in corso), con le sue giocate e la sua purezza tecnica ha fatto innamorare qualsiasi tifoso unionista e si è guadagnato, con pieno merito, la convocazione per la sua nazionale maggiore.

Ora tutti ci auguriamo che Haaland possa donargli anche solo un 5% della sua efficacia sotto porta. Te voemo ben Dennis! (anca se no ti segni)