Troppa Atalanta per questo VeneziaMestre

30.11.2021 22:16 di Manuel Listuzzi   vedi letture
Troppa Atalanta per questo VeneziaMestre

Il calcio è semplicità. È ritmo, armonia. È divertimento. E quando a tutto ciò aggiungi la qualità e l’esperienza ecco che di fronte ti ritrovi una squadra fantastica come questa Atalanta. Ciò che mi porto a casa dal frigorifero del Gewiss Stadium è ciò che vorrei vedere nella mia squadra, l’autorevolezza, la convinzione in ciò che è partito come un sogno e che passo passo si è trasformato nel progetto e nella realtà più bella di quest’epoca calcistica. E c’è solo un modo per arrivarci. Lavorare e farlo con delle idee chiare. Questa dev’essere la nostra speranza, il nostro futuro. Credere che ciò che hanno combinato i ragazzi di Gasperini sia un target possibile, concreto, se tutto va nella direzione giusta. E se nell’ultimo anno e mezzo sembrava essere stato così anche per il VeneziaMestre, non si può dire che questa sera si sia vista la stessa inerzia. Troppo grande il divario, troppo limitata la convinzione nei propri mezzi degli arancioneroverdi. È stata una lezione di calcio ma anche da serate come queste dobbiamo trarre quelle lezioni utili che possono farci fare quel passo in più verso una difficile salvezza. Gli inserimenti dalla trequarti, la pressione altissima degli orobici, il movimento corale ed organizzato dei quinti di centrocampo; rubiamo con gli occhi, assimiliamo attraverso la batosta di stasera quel che possiamo, e cancelliamo al più presto una prestazione opaca, soprattutto dal punto di vista mentale. Perché se, pur a mio modesto parere, la voglia e la grinta non sono mancate, è stata la fede nel poter uscire vincente dai contrasti, dagli uno contro uno, ad esser mancata totalmente. 

Che fosse un’impresa epica arginare la qualità offensiva dei nerazzurri era prevedibile, ma il calo di concentrazione sulle reti subite è qualcosa da sistemare o almeno migliorare al più presto. Ma per coerenza con la mia analisi pre match devo anche dire che ho apprezzato quantomeno l’idea dell’Unione di provare a giocarsi la partita quasi a viso aperto. Il lavoro per liberare gli esterni alle spalle della retroguardia bergamasca si è visto ma è stato colpevolmente mutilato dalla scarsa qualità di esecuzione della mediana veneziana. La ricerca di Henry ha funzionato solamente come concetto, soprattutto grazie ad una prova comunque caparbia dell’attaccante belga, ma ha visto raramente il supporto di un rinforzo pronto a rigiocare la seconda palla. Ampadu e Busio hanno palesato stanchezza e poca lucidità, ma è apparso fin dall’avvio complicatissimo riuscire a mantenere le distanze giuste quando gli atalantini attaccavano in massa. Tessman croce e delizia, con una caparbietà ed un ritmo degne di nota, ma colpevole di una serie di errori gravissimi in alleggerimento. In fondo alla pagella resta quindi una chiara insufficienza di un centrocampo che a gennaio avrà bisogno di innesti importanti, anche alla luce dell’ennesima prova incolore di Peretz. Davanti la luce è intermittente, ma l’Unione ha dato diverse volte la sensazione di poter colpire, se solo la prestazione di Johnsen si fosse accesa in qualche barlume del suo talento. Il ragazzo norvegese si mostra invece in una versione decisamente precaria e mentalmente non tranquillissima su contrasti e duelli fisici, ma ti aspetteremo. Kiyine resta invece il vero punto di domanda della scacchiera Zanettiana; quando danza con il pallone lascia intravedere una classe superiore al resto dei compagni, ma pecca ancora una volta di quella concretezza necessaria in un torneo di questo livello. Buona la gamba e la fame agonistica di Mazzocchi, mentre la coppia centrale stavolta si fa battere troppo facilmente per meritarsi qualcosa di più che una pacca sulle spalle.

Non era chiaramente una partita alla nostra portata e si è visto. Ma su questo campo ha sofferto anche il Manchester United qualche settimana fa, e gli applausi del popolo arancioneroverde ai propri ragazzi a fine partita sta tutto lì a dimostrare come questa curva e questa città creda in questa squadra, in questo gruppo ed in questo mister. Magari non metteremo paura allo United tra qualche anno, ma credo che in ogni caso, potremo toglierci delle grandi soddisfazioni! Ed ora avanti con l’hellas, una sfida da giocarsi con cuore, testa e gambe. Ciò che abbiamo già dimostrato di avere.

Avanti Unione!