Ci vuole coraggio VeneziaMestre!

23.09.2021 00:04 di Manuel Listuzzi   vedi letture
Ci vuole coraggio VeneziaMestre!

Mettere piede al Meazza fa sempre un certo effetto. Di qui son passate leggende del calcio, vissute serate leggendarie. Circondato dai colori arancioneroverdi si sale con il petto in fuori i mille tornanti che ci accompagnano al terzo anello. Solo sei anni fa quegli stessi colori sventolavano più sbiaditi sulle tribune di Abano Terme o Quinto di Treviso. Ed ora ce la siamo guadagnati, in questa serata tocchiamo veramente la vera serie A. Ma le luci di San siro sono troppo luminose per un gruppo di ragazzi apparsi ancora estremamente acerbi per convinzione, atletismo e soprattutto tecnica. Il palcoscenico della serie A sembra purtroppo troppo pesante per alcuni dei nuovi acquisti apparsi decisamente timidi al cospetto di una big come quella rossonera. E dispiace in particolare perché questa era proprio la partita da giocarsi senza troppe apprensioni, a mente sgombra, considerata la posta in palio a cui in pochissimi credevano di poter accedere. Ed invece si è vista poca cattiveria agonistica, estrema lentezza nella manovra, e tanta, tanta, indecisione nelle giocate. Al tridente della prima frazione si poteva chiedere poco contro una difesa così attrezzata, ma sia Johnsen che Aramu sono apparsi quasi intimoriti nel ricevere il pallone, costantemente anticipati e perennemente indecisi nella giocata. Lo squalo Forte ha lottato come poteva, vessato dai veterani rossoneri e da un arbitro decisamente poco clemente. Per la prima volta in poco più di un anno non si è vista la formazione Zanettiana che tanto amiamo, e bisogna iniziare a domandarsi se la rosa costruita possa consentire in futuro di vederla con continuità. Se la difesa ha retto per 60 minuti in modo anche piuttosto ordinato, la stessa cosa non si può dire di una mediana in costante apprensione, nonostante le buone prestazioni di un Vacca caparbio e di un Busio all’altezza della Scala del calcio. A mancare però è stato il terzo interprete, quel Peretz di cui si faticano a vedere potenzialità adatte alla categoria. Lento in palleggio e fuori tempo in marcatura, il ragazzo israeliano sembra aver bisogno di trovare quella fiducia necessaria al più presto, altrimenti avrà molta difficoltà a sostenere un centrocampo che vive di dinamismo ed aggressività. Eppure c’è vita. C’è una squadra che regge senza rischiare granché contro una favorita del torneo, ci sono dei cambi che entrano con un buon piglio alzando il baricentro dei lagunari e provando a spaventare i padroni di casa. C’è un Maenpaa inoperoso fino alla doppia mazzata. Un Ebuehi leggermente meno “oggetto misterioso” delle prime apparizioni. Ma se Molinaro si guadagna di diritto la palma di migliore in campo qualche problemino esiste, problemi che sembrano riguardare una mancanza di personalità evidente tra la truppa unionista. Giocare a San Siro sarebbe dovuto essere un sogno realizzato, un regalo divino. Ma la paura ha attanagliato la gola di un gruppo carente di leadership e consapevolezza. Siamo alla quinta giornata e di tempo per lavorare sembra essercene. Ma bisogna cambiare marcia, in primis a livello mentale, per riuscire a far tirare fuori a questo gruppo la stessa voglia, rabbia e convinzione che ci hanno portato fino a qui.

Il compito di Zanetti è durissimo, lo sappiamo noi e lo sa di certo il mister. Attraverso match come questi bisogna portare a casa quella esperienza che ci sarà utilissima in sfide più alla nostra portata. Di sicuro però, ci aspettiamo più grinta, più impeto, perché la strada verso la salvezza in questo paese non permette proprio di farne a meno.

Si risale nell’autobus direzione casa, l’entusiasmo non è ancora scemato. Il sogno continua e crederci, adesso, è l’unica cosa che conta.

Avanti Unione!