Lezzerini condanna un buon VeneziaMestre

16.01.2021 16:32 di Manuel Listuzzi   Vedi letture
Lezzerini condanna un buon VeneziaMestre

La sensazione è che rigiocandola altre dieci volte, almeno in nove casi avremmo portato via dei punti. Ma serve a poco la consolazione di aver perso una partita assurda, decisa chiaramente dai due portieri. Sono quattro i punti in sei partite, il VeneziaMestre scivola verso metà classifica e la zona pericolosa si fa via via più minacciosa. Soprattutto quando in queste sei partite hai quasi sempre dato l’impressione di essere superiore, di poter creare con facilità, concedendo poco o nulla agli avversari. Ma la sfortuna non può essere sempre la spiegazione più corretta per poter spiegare un tale calo di rendimento. Bisogna analizzare una sconfitta del genere, bisogna guardarsi dentro e capire che in questo campionato ciò che conta è la concretezza, la voglia, la capacità di reagire agli episodi negativi. E di sicuro, serve un portiere che non perda completamente la testa, vanificando ogni velleità di rimonta.

Brucia terribilmente, perché anche oggi i ragazzi di Zanetti dimostrano una capacità di palleggio di qualità, schiacciando i ramarri nella propria metà campo e costringendoli alle costanti palle lunghe verso Diaw, brillantemente cancellato da una coppia difensiva impeccabile. Perdere 2-0 subendo mezzo tiro in porta è qualcosa che raramente si vede in una partita, ma se ci ritroviamo a ripeterlo per l’ennesima volta in questo girone d’andata, allora la malattia è più subdola di ciò che potevamo immaginarci. Davanti ad un Pordenone che ci mette cattiveria ed esperienza, ma pochissimo altro, agli arancioneroverdi è mancato il guizzo per riportare la sfida in equilibrio, nonostante la marea di cross gettati in area ed una supremazia palesata per tutto l’incontro. Ma nel calcio il ruolo del portiere è troppo decisivo, ancorché determinante in partite così equilibrate ed importanti. Le continue lacrime della dirigenza e dello staff neroverde hanno inoltre ottenuto evidentemente dei buoni risultati, con una direzione di gara che lascia più di un dubbio, al netto del rigore solare non concesso a Forte nella prima frazione. Il VeneziaMestre non è apparso brillante come d’abitudine in avvio, ma l’ingresso forzato di Taegordeau ha invece portato una verticalità che ci era più volte mancata in stagione. Il fumoso Johnsen e l’ectoplasmatico Aramu hanno viceversa inchiodato l’attacco unionista, nuovamente troppo vincolato alle giocate del suo unico bomber. Nella ripresa la musica è sembrata cambiare, con il norvegese più concreto ed il buon esordio del giovane Esposito la sensazione è che il pareggio dovesse arrivare a minuti. Ed invece la seconda papera clamorosa di Lezzerini ha condannato i lagunari ad una sconfitta amarissima che minaccia autostima e sogni di crescita. Continua a non impressionare Crngoj, un giocatore che non possiamo permetterci di aspettare in eterno, mentre il reintegro di Maleh potrebbe riportare quella freschezza a centrocampo che oggi è evidentemente mancata. Altra grande partita di Mazzocchi, che conferma una volta di più quanto sarebbe devastante una sua partenza in direzione Spezia; starà alla società dimostrare che questa stagione può ancora regalarci tanto, blindandolo almeno fino a giugno, si vedrà.

Trovare la capacità di reagire ad un momento così sarà la chiave per leggere la vera dimensione di questa squadra, saper comprendere i propri limiti barattando un po’ di estetica con l’aggressività, andando a riprendersi con la rabbia i punti persi in queste maledette giornate. Il lato positivo si può trovare anche nel valore dei competitors, con un Pordenone che sinceramente non sembra una squadra capace di mantenere la zona playoff fino al termine, in particolare se dovesse continuare con il non calcio intavolato quest’oggi a Lignano. Ma è il momento di mister Zanetti di attestare la sua capacità di mantenere il team compatto, di non far smarrire quella consapevolezza che solamente a tratti si percepisce guardando giocare il VeneziaMestre. Ed è anche il periodo giusto per Collauto e Poggi di valutare se intervenire più decisamente sul mercato, in particolare su un ruolo, per evitare di sprecare tutto l’ottimo lavoro fatto finora.

Sabato ci sarà il derby, in casa con un Cittadella in grande spolvero. Potrebbe essere l’occasione giusta per una reazione d’orgoglio, oppure il segnale debordante di una crisi profonda. Resta difficile giudicare negativamente questi ragazzi dopo la prova di oggi, oggettivamente dominata per quasi tutti i novanta di gioco. La speranza è tanta, il sogno non può finire.

Avanti Unione!