Questo VeneziaMestre ha bisogno di gente che sogna!

16.03.2021 19:20 di Manuel Listuzzi   Vedi letture
Questo VeneziaMestre ha bisogno di gente che sogna!

Abbiamo appena assistito ad una delle più belle partite degli ultimi vent’anni, almeno a queste latitudini, e gli unici commenti che leggo sui social sono di presunti tifosi che si piangono addosso insinuando che la squadra abbia mollato, che non c’è interesse a salire di categoria, che i ragazzi si sono arresi o che la società è assente. La verità è che la piazza non è pronta alla Serie A, questa città che si sveglia una volta ogni decennio ricordandosi di avere una propria squadra non merita palcoscenici diversi. Per chi, come me e tantissimi amici, ha vissuto più di un lustro tra Serie D e seconda divisione, questi match sono un sogno. Sono la realizzazione di un progetto targato Tacopina prima e Niederauer poi, che ci sta facendo rivivere emozioni che pensavamo archiviate tra i ricordi dell’adolescenza; affrontare una corazzata come il Lecce a viso aperto, rimontare per due volte, spaventarli a morte ed offrire un calcio spettacolare non vi basta, volete la Champions, la testa di Bocalon, l’ammissione che al VeneziaMestre basta questo, il salto di qualità non deve essere contemplato. E invece dovreste guardarvi dentro e chiedervi cos’avete fatto voi per l’Unione. L’Unione che a me fa brillare gli occhi, mi fa saltare sul divano, mi fa rompere vetri e fumare mezzo milione di sigarette ma mi fa essere profondamente, totalmente orgoglioso di questa squadra.

Non è andata bene. Usciamo sconfitti da un big match che ci consegna due sentenze. La prima è che il Lecce è probabilmente la seconda, se non la prima, formazione più attrezzata per vincere questo torneo. La seconda, che questo VeneziaMestre se la giocherà con tutti, fino alla fine. La memoria corta di parte di questa tifoseria dovrebbe essere però sufficiente a ricordare le ultime due stagioni, dove un ripescaggio ed una pandemia ci hanno regalato due salvezze insperate. Dovrebbe aiutare a capire che una società si giudica per il percorso che compie, per la capacità di reagire agli errori e per l’abilità nel progettare il futuro. Quella di stasera è una sfida decisa dalle gravi imprecisioni della difesa arancioneroverde e dalla diversa qualità dei due attacchi, soprattutto quando uno dei due perde il proprio giocatore chiave. Se si vuole provare a centrare dei clamorosi playoff e magari sognare di arrivare in fondo, è pacifico il fatto che bisogna pulire le ingenuità e azzannare le possibilità offensive. Ma attraverso la qualità del nostro gioco, grazie alla grinta e caparbietà di un gruppo che non molla mai, tutto questo è fattibile. Il Lecce ha tremato, nonostante la fortuna ed un arbitraggio riverente gli avessero decisamente dato una mano. Ma il VeneziaMestre di Zanetti è rimasto attaccato con i denti al match, ha lottato su ogni pallone, ha dimostrato di avere una panchina degna della propria classifica. Abbiamo tutti negli occhi l’occasione del Doge che avrebbe probabilmente sconvolto l’inerzia della partita, ma dobbiamo essere maturi per riuscire a comprendere come un episodio non possa distruggere le nostre speranze in questi ragazzi. Abbiamo un centrocampo semplicemente devastante, con Maleh e Taougourdau da categoria superiore, due fasce che spingono come se avessero mastini alle calcagna, un Di Mariano inarrestabile ed un Esposito che al netto di alcuni errori tecnici ha mostrato una voglia ed un attaccamento alla maglia da orgasmo. Abbiamo concesso due occasioni e subito due gol, la gara si è totalmente aperta e sfido chiunque a negare il fatto che ci abbiamo creduto nel ribaltarla completamente.

E’ andata così. Fa male, lo so. Ma giù il cappello per questi ragazzi, giù il cappello a questo mister che ci sta regalando una stagione straordinaria. Se voi avete mollato fate un piacere a me, che non conto nulla, ma soprattutto a loro. Tornate a guardare la Juve, il Milan e l’Inter. Lasciate la sofferenza ed i sogni a chi ce li ha nel DNA, perché è nato Unionista.

Avanti ragazzi, non cambia nulla. Ripartiamo da qui e non molliamo di un centimetro. Avanti Unione!