Si VeneziaMestre, possiamo crederci!

19.10.2021 01:23 di Manuel Listuzzi   vedi letture
Si VeneziaMestre, possiamo crederci!

Entrare in curva sud del Penzo ha ogni volta un sapore diverso. Ci sono gli anni in cui si entra a petto in fuori, consapevoli di essere superiori all’avversario, ce ne sono altri in cui si cammina a testa bassa, in attesa di un match che passi in fretta, in febbrile attesa di tempi migliori. Poi ci sono i sogni, quelli di una stagione speciale, quelli che per 90 minuti ti portano a dimenticare i problemi, le sofferenze che fuori da quel cancello ti occupano la maggior parte del tempo, e dell’energia. Oggi ho capito cosa sia la serie a. O meglio, l’ho rammentato dopo più o meno 19 anni. Quella sensazione di impresa, quello spirito di unità che veleggia tra me, i miei amici, e migliaia di sconosciuti, uniti semplicemente nell’amore di tre colori ed una città. 19 anni fa si viveva l’epilogo di un lustro di gioie e speranze; l’Unione cadeva in serie b, senza l’appiglio di una chimera di un rapido ritorno. Il progetto era fallito, il VeneziaMestre non era sembrato all’altezza dell’alto palcoscenico sotto ogni profilo, tecnico, economico, e di pubblico. Si reagì negli anni successivi con veemenza al sopruso di un sogno rubato, mantenendo intatta la propria passione verso una realtà destinata a tanti, tantissimi anni bui. Poi d’improvviso, quasi senza assimilarlo completamente, ci si trova di nuovo sul gradino più alto, e più pericoloso. Si cerca di rubare quel tempo perso ma necessario per comprendere che il tempo, in realtà, non c’è. La Venezia spenta ed apatica deli ultimi quindici anni si riscopre così magicamente frizzante, trascinante, ma cinica. La squadra non funziona, il mercato è sbagliato, il momento troppo prematuro per questi livelli. Ed invece.. una squadra. LA Squadra. Un gruppo di ragazzi che sembra crescere, insieme, di minuto in minuto. Non è solo la prestazione tattica ed atletica a farci sperare questa sera, ma la convinzione, la concentrazione e soprattutto la consapevolezza che i ragazzi hanno mostrato davanti ad una squadra che era apparsa tra le più brillanti di questo inizio di stagione. Ha stravinto Zanetti, sotto ogni punto di vista. I suoi ragazzi sono apparsi come telecomandati dal mister di Valdagno, accompagnati nel loro pressing dalle sue grida, incoraggiati nella giocata quando serviva. Gli arancioneroverdi hanno palesato dopo le due settimane di sosta una crescita sotto ogni profilo, tecnico in primis grazie alla classe di Aramu, Busio e Vacca, fisico grazie alle straordinarie prestazioni della coppia difensiva Ceccawall e Svoboda, per il quale va spesa una nota di merito dopo una gara al limite della perfezione. Ma l’equilibrio è la chiave di questa vittoria, e, probabilmente del campionato. Ampadu non sarà mai il giocatore che ruberà l’occhio, ma la sua prova è stata decisiva per consentire all’Unione il giusto bilanciamento. La grinta di Henry ha sostenuto la manovra veneziana, mentre Johnsen ha faticato a ricevere i palloni giusti, ma è sembrato più concreto nel creare capolavori dalla cenere. Ma in fondo, il brusio del Penzo ha sentenziato l’unica vera certezza di questa magica serata. Abbiamo un terzino! Un vero terzino che finalmente non ci pone davanti all’eterno dilemma; spinta o copertura? Haps, l’Haps di questa sera, sa far tutto. Che sia il caso di aspettare ancora qualche settimana prima di criticare ds e società…?

Il calcio, diceva un vecchio saggio, è geometria. E quella disegnata sull’erba del Penzo è pitagorica. Le distanze, le diagonali, le sovrapposizioni, erano magnifiche. L’Unione è sembrata costantemente compatta, obbligando i viola alla giocata personale, messa a bada da una difesa impeccabile. Stasera si è anche visto un Busio diverso, ed ancora più forte. Ha saputo sacrificare la sua vena offensiva per la posizione, ma con ciò è riuscito a pulire ogni sua giocata, risultando assai più concreto. Buona anche la prova del nuovo estremo difensore, apparso padrone della sua area e finalmente espressivo nel guidare la retroguardia.

Anche stavolta non siamo pronti a dire se questo VeneziaMestre valga una tranquilla salvezza, oppure sarà destinato a soffrire fino alla fine. Ma sono tre i punti che di fatto, fanno ben sperare:

Primo. Questa squadra cresce a vista d’occhio di partita in partita.

Secondo. Questo sembra un gruppo vero, lo stesso che ci ha regalato il paradiso pochi mesi fa. Ognuno si sostiene, il raddoppio è automatico, il sostegno sempre presente.

Terzo. Abbiamo un mister che alla prima apparizione in serie sembra leggere le partite alla perfezione, mentre passo dopo passo aumenta il feeling con i nuovi innesti.

Non sappiamo dove finiremo questa stagione. Chissà se i neo acquisti si dimostreranno validi per un torneo tanto complicato. Ma chi era al Penzo questa sera ha sentito qualcosa di speciale, si è sentito parte di un viaggio straordinario, nel quale l’unica, grande certezza, è che mai ci si potrà arrendere quando si porta dentro tale motivazione. Ci siamo divertiti in curva sud, abbiamo trascinato uno stadio. Ora non resta che destare il resto della città che ancora non ha capito il gioiello che abbiamo tra le mani.

Avanti Unione!