Tre spunti su Sampdoria-Venezia: una perla di Henry ci regala un punto

Appuntamento settimanale per parlare a ruota libera di 3 argomenti tratti dalla partita del weekend.
21.12.2021 16:08 di Davide Turco   vedi letture
Tre spunti su Sampdoria-Venezia: una perla di Henry ci regala un punto

Torniamo oggi con il nostro classico appuntamento in cui parliamo a ruota libera di tre argomenti tratti dalla partita del week-end. Parliamo oggi di Sampdoria-Venezia, in cui i nostri leoni hanno portato a casa un punto pesantissimo che ci porta sette lunghezze sopra la zona retrocessione, a una giornata dalla fine del girone di ritorno.

1. L’approccio

Una cosa che Zanetti continuerà a ripetere fino allo sfinimento è che per salvarci dobbiamo rimanere umili. Beh, l’approccio che abbiamo avuto, sia nel primo che nel secondo tempo, non è assolutamente da squadra umile.

Vero che sul gol fanno una grande azione quelli della Samp, vero che Caldara scivola, vero che Gabbiadini in questo momento della stagione potrebbe segnare pure bendato cadendo all'indietro, ma a 30 secondi dall’inizio concedere un 4 contro 3 in area di rigore è sintomo di poca concentrazione e poca determinazione.

Stessa cosa nel secondo tempo, quando a pochi secondi dal fischio d’inizio ci dimentichiamo uno come Thorsby in area di rigore, il quale con la sua folta chioma bionda decide di graziarci divorandosi il gol (forse per compassione verso il connazionale Johnsen che nel primo tempo ha sbagliato tutto quello che potesse sbagliare). Però, anche alla luce di quanto successo nel primo tempo, rischiare di compromettere definitivamente la partita a pochi secondi dal fischio dell’arbitro è un errore troppo grave per una squadra che deve scalare l’Everest a mani nude.

Possiamo essere a 7, 10, o 15 punti dalla zona salvezza, ma l’umiltà a questa squadra non deve mancare, perché è con l’umiltà che siamo arrivati qui ed è solo con quella che possiamo provare a replicare il miracolo. Sono sicuro però che, come sempre, San Paolo saprà toccare i tasti giusti e rimettere i ragazzi sulla retta via.

2. La reazione

Se per l’approccio c’è da punzecchiare i ragazzi, per la reazione che hanno avuto non si può far altro che togliersi il cappello. Non tanto perché hanno avuto una reazione rabbiosa andando all’attacco, ma proprio per il contrario. Sono riusciti a non perdere la testa, a rimanere compatti, a stare in partita nonostante i piani iniziali fossero stati stravolti in meno di un minuto.

Sì, perché dopo il primo tempo in cui Johnsen da prima punta mi ha ricordato vagamente le partite giocate con Vrioni e Rossi là davanti, sarebbe facile dire che Zanetti ha sbagliato la scelta, la lettura della partita o quant’altro. La realtà è che nel calcio puoi passare giorni e giorni a preparare le partite e a studiare gli avversari, per poi veder sfumare il tutto a pochi secondi dall’inizio. Perché è chiaro che dopo un gol preso subito la partita cambia, la Samp si abbassa ed improvvisamente sei tu che devi fare la partita, ed ecco che senza la profondità da attaccare Magic Johnsen non può fare molto contro Colley e Yoshida, che lo sbeffeggiano per tutto il primo tempo.

La squadra dimostra però maturità, ha il merito di non disunirsi, non farsi prendere dal panico, di limitare i danni (anche grazie alle leggerezze di Thorsby) e restare nonostante tutto in partita, aspettando che le mosse del proprio condottiero cambino la partita.

E così fu.

3. I cambi

Dentro Vacca, Henry, Crnigoj, Sigurdsson e Ciccio Forte.

La storia cambia: Henry tiene su tutto, Vacca prende per mano la squadra, Crnigoj fa la guerra, Sigurdsson da quegli strappi che ci mancavano e Ciccio Forte aumenta l’allerta dei difensori blucerchiati.

La riacciuffiamo all’ultimo con una perla di TH14 (lascio a voi decidere quale dei due). Poi rischiamo di perderla (grazie di esistere Mattia), ma anche di vincerla (ma TH14 dimostra di chiamarsi Thomas e non Thierry).

Alla fine ci portiamo a casa un punto pesantissimo in un campo storico e difficile. +7 sulla zona retrocessione e tutta la squadra sotto i 140 fioi presenti a Genova. BELLISSIMO.