Quel costante senso di magia.....

05.06.2021 15:54 di Manuel Listuzzi   vedi letture
Quel costante senso di magia.....

Ho aspettato qualche giorno per ritornare a scrivere. Volevo assaporarmi il sapore del trionfo, scoprire quanto sarebbe durata questa euforia, questa sensazione di camminare levitando a due metri dal suolo, volevo sorprendermi mentre tornando a casa ammiravo le bandiere e gli stendardi ancora appesi alle finestre ed ai balconi della mia città. Eppure non passa, non se ne va, proprio non ne ha nessuna intenzione di svanire. Quell’attesa durata 19 anni spazzata via in una notte, la più lunga, la più bella. Nell’anno in cui abbiamo scoperto le comodità del divano e la tristezza di uno schermo, nella stagione inaspettata, nei playoff più difficili e sorprendenti, ci siamo ripresi l’intera provincia, abbiamo ritrovato il VeneziaMestre. Abbiamo compreso tutti assieme cosa fosse l’amore per questa maglia, quanto sia arduo e logorante non stancarsene, e quanta gioia possa darti esultare per questi colori, spendere ogni goccia di passione per questa squadra che non è solo un team di pallone, ma l’ideale stesso in cui noi crediamo e per la quale viviamo, l’Unione di due città, l’abbraccio di un’intera provincia al leone alato e ad una storia millenaria. La festa di Venezia, i caroselli di Mestre, la torcida inesausta di Campalto, i botti di Favaro, i cori di Marghera fin giù per tutta la riviera, e su per il litorale, l’arancioneroverde dilagava nei cuori di migliaia e migliaia di ragazzi e ragazze finalmente e totalmente consapevoli di essersi ripresi qualcosa di cui avevano dimenticato l’esistenza e l’appartenenza, come quel gioco che si amava da bambini e che era stato perso sotto al sofà, come un amore che si era vissuto intensamente prima di essere traditi e di conseguenza, abbandonati. Questo è ciò che ci avete regalato, questa l’estate che ci state facendo vivere.

Ma è anche tempo di tornare lentamente e consciamente con i piedi a terra, per provare a tenerci una categoria nella quale entriamo con il marchio di probabile meteora. E quindi sono tre i punti dal quale ripartire e sul quale riflettere.

Punto primo: staff tecnico. La notizia del rinnovo abbondantissimo del mister è la notizia migliore che potevamo mai attenderci. E non solo per l’affetto, quasi morboso, che proveremo per sempre verso l’autore di questo miracolo sportivo, ma per il significato che una tale firma può significare. Era palese che sul tavolo non ci fosse una questione puramente economica, né che le sirene che provenivano da Udine e Genova fossero così attraenti per il tecnico di Valdagno. Era il progetto, la capacità e la volontà di questa società di poter competere onestamente in una serie A così complicata. Il prolungamento del contratto è il marchio DOCG di un presidente che non ha nessuna intenzione di abbassare il tiro, ma anzi, il rilancio è conclamato e lasciatemi dire, orgasmatico. Il piano di mr Zanetti può perciò continuare ancora per molto e scopriremo ben presto quanto sarà profonda la buca del bianconiglio..

Punto secondo: la società. Sinceramente non ho ricordi di una dirigenza lagunare che osasse parlare di qualcosa che andasse oltre ai due anni, o almeno, non con un minimo di onestà intellettuale che travalicasse i confini di fantomatici stadi faraonici ed irrealizzabili. Il modo in cui il post Tacopina si sta sviluppando è semplicemente meraviglioso. Nulla sembra lasciato al caso, nonostante una promozione francamente miracolosa, la sensazione è quella di una macchina già pronta ai passi successivi. Su Mattia e Paolo non si possono nutrire dubbi, questo è pacifico; ma la reale volontà di Niederauer era un dubbio che ogni unionista conosceva molto, molto bene. Eppure l’ex presidente di Wall Street sembra riuscire in ciò che mai era capitato a queste latitudini, ovvero fare, fare e poi parlare. Un sogno per i tifosi del VeneziaMestre abituati a decenni di parole, fumo e scarica barili. Anche la scelta di Cardinaletti da un lato, e l’ingresso in società di Cordoba dall’altro, appaiono come tasselli di un mosaico di cui piano piano s’inizia ad intravedere il senso. Avanti così!

Punto terzo: città e tifoseria. Ragazzi, è la nostra occasione, il momento che abbiamo sempre aspettato. Non avremo altre occasioni del genere. Non esistono seconde possibilità. Dobbiamo riscoprirci uniti per lo stesso obiettivo, dobbiamo dimostrare come giovedì scorso fosse solo un assaggio delle potenzialità di una curva repressa per troppi lunghissimi anni. Dovete provare a sotterrare per sempre quell’ascia di guerra che chiamate “coerenza e mentalità”, ma che da troppo tempo assomiglia più ad un cancro che lentamente ha fatto terra bruciata dei sogni e delle speranze di chi ambiva ad una tifoseria unita e meravigliosa come tante volte ha dimostrato di essere.  Provate a trovare nei valori che vi accomunano, nell’amore per l’Unione, nell’orgoglio di sventolare i nostri colori in giro per lo stivale, quelle motivazioni necessarie a pianare gli ultimi contrasti, nel nome del VeneziaMestre e del suo popolo. Ed insieme a questi straordinari ragazzi lasciamo pure lo spazio sul carro a tutti quelli che non ci credevano, a quelli che “sapevano” che non si voleva salire in serie A, ai redivivi tornati in auge per lamentarsi dell’imbarazzante e scomodo stadio, ai già polemici disfattisti rabbiosi di fronte ad un mercato non ancora decollato. C’è posto sul nostro carro anche per voi, tranquilli. Per chi invece sta provando ad usare la serie a per i sempre attualissimi dibattiti sul troppo arancio, sul come e cosa dovrebbe cantare la curva, su chi e cosa siamo.. beh mi dispiace, per voi spazio non ce ne sta.

AAAAAAAAvanti Unione!!!