Ted e Sonya, a voi la parola!

10.02.2022 18:14 di Manuel Listuzzi   vedi letture
Ted e Sonya, a voi la parola!

Con lo spirito che da sempre ci contraddistingue e con l’unico scopo della crescita della nostra cara Unione, abbiamo deciso di porre l’attenzione su ciò che accade dietro alla luce dei riflettori, ponendo 11 domande in una lettera aperta a chi da qualche anno sta gestendo il mondo social e dello sviluppo del brand del Venezia Fc, Ted Philipakos e Sonya Kondratenko, grandi protagonisti degli enormi cambiamenti di stile mostrati negli ultimi tempi, con la speranza che vogliano rispondere anche a noi ed ai nostri lettori, dopo averlo fatto con riviste di moda famose in tutto il mondo, così da svelarci piani, prospettive e magari aiutarci a  dissipare alcuni dubbi intorno a questa nuova politica aziendale. Iniziamo.

1) Ted e Sonya, a che punto siamo del piano sul Venezia Fc? La tabella di marcia è stata rispettata a pieno oppure avete qualcosa che ancora non vi soddisfa totalmente?

2) Potete raccontarci il motivo per cui si è scelto di non lanciare una fidelity di prelazione biglietti ad inizio stagione, o almeno riproporre quei mini abbonamenti che avevano colorato il Penzo di arancioneroverde a contrario delle ultime due sfide con le big?

3) Siete al corrente del fatto che i post di complimenti agli avversari (di alta classifica) di turno e la campagna di “pubbliche relazioni” pre match stiano infastidendo notevolmente la vostra tifoseria e potrebbero persino arrivare a demotivare la squadra stessa dandogli la sensazione di sentirsi quasi di puro passaggio in questa categoria, come se fosse una gita premio che capita una volta nella vita?

4) Avete compreso veramente i motivi della protesta sulle maglie di quest’estate o credete ancora di aver seguito la strada migliore per lo sviluppo del marchio? Ed il fatto che siamo praticamente l’unica squadra al mondo ad aver giocato per mesi senza il proprio logo (oltre che senza i propri colori) vi ha già acceso nuove idee per la prossima stagione?

5) Trovate del tutto inconciliabile la possibilità di una crescita di visibilità e fatturato che vada su due binari paralleli, quello che tiene in grande considerazione gli afecionados locali, attraverso iniziative, feste, attenzioni, ascolto ed un profondo rispetto per chi c’è sempre stato, e quello invece più rivolto al mondo estero? Perché ritenete che i tifosi percepiscano questa sensazione di abbandono rispetto al mercato d’extraoceano?

6) Qual è il vostro punto di vista a riguardo della storia della società per cui lavorate? In particolare che pensate della fusione del 1987 e come vi ponete sulla questione identitaria considerato che la curva e buonissima parte della tifoseria chiama questa squadra con il nome delle due anime della città, ovvero VeneziaMestre? Credete sia un’utopia sperare che prima o poi la questione venga definita o sarebbe troppo complicato ed improduttivo raccontare al mondo esterno questa nostra natura?

7) Vi va di raccontarci quali siano esattamente i compiti di ognuno di voi e quanto tempo passiate in città?

8) Molti tifosi si rammaricano di una vetrina social che sembra più l’agenzia pubblicitaria della città di Venezia che quella di una squadra di calcio. Perché avete deciso di cambiare radicalmente rotta uscendo con pochissimi post, quasi nessuno inerente al terreno di gioco, in particolare dopo il successo che aveva riscosso, per esempio, il video di Modolo a palazzo Ducale? Siete al corrente che i video più cliccati e richiesti che riguardano i nostri colori siano immagini di campo, prodotti da agenzie o youtuber esterni?

9) Qualche anno fa leggemmo in una sua intervista Ted, che il mercato si sarebbe sempre più orientato verso l’estero, al fine di sviluppare il marketing anche in angoli di Europa e pianeta non ancora battuti. Ma non credete che quello che sia successo questo gennaio, con la partenza di colonne importanti per lo spogliatoio, possa togliere certezze ad un gruppo già difficile da amalgamare?

10) Nella strategia di sviluppo che state adottando avete mai pensato di chiedere un consiglio, o almeno un parere, a due veneziani purosangue che di questa società e città conoscono ogni angolo, come Mattia e Paolo oppure preferite lavorare a reparti stagni?

11) Ultimo ma decisamente non ultimo, secondo voi quanto conta mantenere la categoria per la storia ed il progresso di questa società? Credete avremmo ancora questo successo “social” nel caso il prossimo anno dovessimo giocare di sabato?

Grazie mille, restiamo in attesa di una cortese risposta.

Avanti Unione!